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Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari

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  • Home pagePareri2022Parere agli schemi di decreti attuativi della legge 12 aprile 2022, n. 33 recante “Disposizioni in materia di iscrizione contemporanea a due corsi di istruzione superiore”

28 luglio 2022

 

Roma lì 28/07/2022
Alla Ministra dell'Università e della Ricerca
Prof.ssa Cristina Messa
Al Segretario Generale del MUR Dott.ssa Maria Letizia Melina
Al DG della Direzione generale degli ordinamenti della formazione superiore e del diritto allo studio
Dott. Gianluca Cerracchio
Ministero dell'Università e della Ricerca
Oggetto: Parere agli schemi di decreti attuativi della legge 12 aprile 2022, n. 33 recante "Disposizioni in materia di iscrizione contemporanea a due corsi di istruzione superiore"
IL CNSU
VISTA la legge 12 aprile 2022, n. 33 recante "Disposizioni in materia di iscrizione
contemporanea a due corsi di istruzione superiore" e in particolare l'art. 4 primo comma; VISTO lo schema di decreto denominato "DM Università 15 luglio 2022";
VISTO lo schema di decreto denominato "DM AFAM e università 15 luglio 2022";
RIPORTA LE SEGUENTI CONSIDERAZIONI
In generale, è salutata con favore l'applicazione della doppia immatricolazione tra AFAM e Università, oggetto dello schema di decreto denominato "DM AFAM e università 15 luglio
Consiglio Nazionale Degli Studenti Universitari
Ministero dell'Università e della Ricerca
Via Michele Carcani 61, 00153, Roma
info@cnsu.miur.it / chiapparinoluigil@gmail.com
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2022", in quanto provvedimento che facilità l'accesso a entrambe le categorie di alta formazione, fino ad oggi immotivatamente impedito, e in generale più accessibile la totalità dei saperi. In materia di doppia immatricolazione ai corsi di laurea universitari, tuttavia, si deve comunque ribadire le perplessità legate alla possibilità dello studente universitario di frequentare entrambi i corsi di laurea con eguale profitto e, soprattutto, con eguale qualità della didattica erogata. Tale criticità rischia di inficiare il senso stesso della riforma - quello, cioè, di favorire l'arricchimento del sapere individuale del laureato tramite una maggiore interdisciplinarietà - ma per una valutazione più approfondita, rimarrà comunque necessario un periodo di osservazione e vigilanza su tali situazioni, come del resto previsto dalla legge. Perplessità sistematiche permangono anche per quanto riguarda l'impatto della riforma sul mercato del lavoro, per cui si rischia di aumentare lo squilibrio tra la preparazione e il livello di formazione dei laureati a fronte di condizioni di lavoro comunque precarie e sottopagate, imponendo, quindi, allo studente un'iper-performatività dal punto di vista della formazione personale, senza però che a fronte di questa sia previsto un effettivo riconoscimento in termini stabilità economica e lavorativa in prospettiva. In questo senso, la riforma della doppia immatricolazione accende le luci sul grande problema del lavoro giovanile e sulle prospettive lavorative dei laureati, di cui il MUR, di concerto con il Ministero del Lavoro e le parti sociali deve farsi carico.
Passando all'analisi degli schemi di decreto, nello specifico, si segnala:
- nell'ambito del "DM Università 15 luglio 2022", con riferimento all'art. 4, che se da un lato la previsione della possibilità di accedere alla modalità a distanza in uno dei due corsi di laurea di iscrizione nella quota del 10% se erogato in modalità ordinaria può essere interpretata come una soluzione, dall'altro lato la possibilità di frequentare da remoto per 2/3 i corsi erogati in modalità mista sembra sbilanciata. In questo ambito si dovrebbe comunque avere riguardo per la quantità di ore a distanza previste dal singolo CDL a cui si è iscritti. In merito a questo si sottolinea come la possibilità di erogare fino al 10% e/o ai ⅔ del corso in modalità a distanza è, ai sensi della normativa vigente, appunto una facoltà. Si sottolinea quindi che non è opportuno costringere gli atenei a raggiungere questo limite. Nel medesimo articolo, riteniamo positiva la possibilità prevista di frequentare part-time, anche se si segnala che attualmente nella maggior parte degli atenei questo tipo di iscrizione appare disciplinata in modo inadeguato: la maggior parte degli atenei prevede infatti che il percorso di studi part- time si svolga nel doppio degli anni di corso ordinari, rendendo necessari, ad esempio, sei anni per lo svolgimento di una triennale, quattro anni per lo svolgimento di una magistrale, senza possibilità di flessibilizzare tali percorsi. Appare evidente che, ricorrendo a questo tipo di part-time, è vanificato l'obiettivo della riforma della doppia immatricolazione. il CNSU chiede dunque che sia implementata tale possibilità tramite riforma della modalità part-time,
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la quale dovrebbe essere reso maggiormente flessibile e dunque fruibile, di cui si chiede che il MUR si faccia carico anche finanziariamente al fine da non creare disparità fra i diversi atenei;
- con riferimento all'art.5 del medesimo schema di decreto, si ritiene positiva la possibilità di riconoscimento delle attività didattiche svolte all'interno di uno dei corsi di Studio nell'ambito dell'altro
- con riferimento all'art. 7 del DM università e all'art. 6 del DM AFAM, il Consiglio ritiene valido il sistema di elezione del Corso con riferimento al quale si possa accedere ai benefici di Diritto allo studio, ma dato il maggior carico di lavoro e le maggiori spese inevitabilmente derivanti dalla doppia immatricolazione (libri di testo, materiale didattico, spostamenti ecc..) sia comunque prevista la adeguata maggiorazione dell'importo della borsa di studio ordinaria prevista dal terzo comma dell'art. 6 del Decreto del Ministro dell'Università e della ricerca del 17 dicembre 2021, n. 1320; a tale fine appare necessario programmare un congruo aumento delle risorse.
- negli stessi articoli il CNSU esprime parere negativo sul meccanismo del doppio requisito di merito che lo studente con doppia immatricolazione deve rispettare per accedere alla maggiorazione del beneficio DSU. Tale previsione non sembra ragionevole nella misura in cui, da un lato si aggrava oltremodo la condizione dello studente, a scapito anche della fruibilità effettiva della doppia immatricolazione, dall'altro, in caso di immatricolazione in regioni diverse o in sedi afferenti a diversi enti per il DSU, si corre il rischio che entrino in conflitto le diverse normative regionali, a scapito del riconoscimento allo studente dei benefici di diritto allo studio. Tale previsione sembra contraddire anche il sopracitato art. 6 del Decreto del Ministro dell'Università e della ricerca del 17 dicembre 2021, n. 1320. Il Consiglio a questo fine propone che lo studente sia tenuto a rispettare i requisiti di merito della sola sede in cui beneficia di borsa e altri servizi di DSU; Questo Consiglio propone di introdurre la possibilità per lo studente di concorrere al raggiungimento dei requisiti di merito per la borsa di studio di sommare i cfu conseguiti in entrambi i corsi;
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Roma lì 28/07/2022

Alla Ministra dell'Università e della Ricerca

Prof.ssa Cristina Messa

Al Segretario Generale del MUR Dott.ssa Maria Letizia Melina

Al DG della Direzione generale degli ordinamenti della formazione superiore e del diritto allo studio

Dott. Gianluca Cerracchio

Ministero dell'Università e della Ricerca

Oggetto: Parere agli schemi di decreti attuativi della legge 12 aprile 2022, n. 33 recante "Disposizioni in materia di iscrizione contemporanea a due corsi di istruzione superiore"

IL CNSU

VISTA la legge 12 aprile 2022, n. 33 recante "Disposizioni in materia di iscrizione

contemporanea a due corsi di istruzione superiore" e in particolare l'art. 4 primo comma; VISTO lo schema di decreto denominato "DM Università 15 luglio 2022";

VISTO lo schema di decreto denominato "DM AFAM e università 15 luglio 2022";

RIPORTA LE SEGUENTI CONSIDERAZIONI

In generale, è salutata con favore l'applicazione della doppia immatricolazione tra AFAM e Università, oggetto dello schema di decreto denominato "DM AFAM e università 15 luglio 2022", in quanto provvedimento che facilità l'accesso a entrambe le categorie di alta formazione, fino ad oggi immotivatamente impedito, e in generale più accessibile la totalità dei saperi. In materia di doppia immatricolazione ai corsi di laurea universitari, tuttavia, si deve comunque ribadire le perplessità legate alla possibilità dello studente universitario di frequentare entrambi i corsi di laurea con eguale profitto e, soprattutto, con eguale qualità della didattica erogata. Tale criticità rischia di inficiare il senso stesso della riforma - quello, cioè, di favorire l'arricchimento del sapere individuale del laureato tramite una maggiore interdisciplinarietà - ma per una valutazione più approfondita, rimarrà comunque necessario un periodo di osservazione e vigilanza su tali situazioni, come del resto previsto dalla legge. Perplessità sistematiche permangono anche per quanto riguarda l'impatto della riforma sul mercato del lavoro, per cui si rischia di aumentare lo squilibrio tra la preparazione e il livello di formazione dei laureati a fronte di condizioni di lavoro comunque precarie e sottopagate, imponendo, quindi, allo studente un'iper-performatività dal punto di vista della formazione personale, senza però che a fronte di questa sia previsto un effettivo riconoscimento in termini stabilità economica e lavorativa in prospettiva. In questo senso, la riforma della doppia immatricolazione accende le luci sul grande problema del lavoro giovanile e sulle prospettive lavorative dei laureati, di cui il MUR, di concerto con il Ministero del Lavoro e le parti sociali deve farsi carico.

Passando all'analisi degli schemi di decreto, nello specifico, si segnala:

- nell'ambito del "DM Università 15 luglio 2022", con riferimento all'art. 4, che se da un lato la previsione della possibilità di accedere alla modalità a distanza in uno dei due corsi di laurea di iscrizione nella quota del 10% se erogato in modalità ordinaria può essere interpretata come una soluzione, dall'altro lato la possibilità di frequentare da remoto per 2/3 i corsi erogati in modalità mista sembra sbilanciata. In questo ambito si dovrebbe comunque avere riguardo per la quantità di ore a distanza previste dal singolo CDL a cui si è iscritti. In merito a questo si sottolinea come la possibilità di erogare fino al 10% e/o ai ⅔ del corso in modalità a distanza è, ai sensi della normativa vigente, appunto una facoltà. Si sottolinea quindi che non è opportuno costringere gli atenei a raggiungere questo limite. Nel medesimo articolo, riteniamo positiva la possibilità prevista di frequentare part-time, anche se si segnala che attualmente nella maggior parte degli atenei questo tipo di iscrizione appare disciplinata in modo inadeguato: la maggior parte degli atenei prevede infatti che il percorso di studi part- time si svolga nel doppio degli anni di corso ordinari, rendendo necessari, ad esempio, sei anni per lo svolgimento di una triennale, quattro anni per lo svolgimento di una magistrale, senza possibilità di flessibilizzare tali percorsi. Appare evidente che, ricorrendo a questo tipo di part-time, è vanificato l'obiettivo della riforma della doppia immatricolazione. il CNSU chiede dunque che sia implementata tale possibilità tramite riforma della modalità part-time, la quale dovrebbe essere reso maggiormente flessibile e dunque fruibile, di cui si chiede che il MUR si faccia carico anche finanziariamente al fine da non creare disparità fra i diversi atenei;

- con riferimento all'art.5 del medesimo schema di decreto, si ritiene positiva la possibilità di riconoscimento delle attività didattiche svolte all'interno di uno dei corsi di Studio nell'ambito dell'altro

- con riferimento all'art. 7 del DM università e all'art. 6 del DM AFAM, il Consiglio ritiene valido il sistema di elezione del Corso con riferimento al quale si possa accedere ai benefici di Diritto allo studio, ma dato il maggior carico di lavoro e le maggiori spese inevitabilmente derivanti dalla doppia immatricolazione (libri di testo, materiale didattico, spostamenti ecc..) sia comunque prevista la adeguata maggiorazione dell'importo della borsa di studio ordinaria prevista dal terzo comma dell'art. 6 del Decreto del Ministro dell'Università e della ricerca del 17 dicembre 2021, n. 1320; a tale fine appare necessario programmare un congruo aumento delle risorse.

- negli stessi articoli il CNSU esprime parere negativo sul meccanismo del doppio requisito di merito che lo studente con doppia immatricolazione deve rispettare per accedere alla maggiorazione del beneficio DSU. Tale previsione non sembra ragionevole nella misura in cui, da un lato si aggrava oltremodo la condizione dello studente, a scapito anche della fruibilità effettiva della doppia immatricolazione, dall'altro, in caso di immatricolazione in regioni diverse o in sedi afferenti a diversi enti per il DSU, si corre il rischio che entrino in conflitto le diverse normative regionali, a scapito del riconoscimento allo studente dei benefici di diritto allo studio. Tale previsione sembra contraddire anche il sopracitato art. 6 del Decreto del Ministro dell'Università e della ricerca del 17 dicembre 2021, n. 1320. Il Consiglio a questo fine propone che lo studente sia tenuto a rispettare i requisiti di merito della sola sede in cui beneficia di borsa e altri servizi di DSU; Questo Consiglio propone di introdurre la possibilità per lo studente di concorrere al raggiungimento dei requisiti di merito per la borsa di studio di sommare i cfu conseguiti in entrambi i corsi;

IL CNSU ADOTTA DUNQUE

su entrambi gli schemi di decreto, parere positivo con la condizione che vengano affrontate e risolte le criticità, e considerate le proposte sopra indicate.

 



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