Emblema della Repubblica Italiana

Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari

Ministero dell'Università e della Ricerca

2019-2022

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  • Home pagePareri2021Parere relativo al DDL 2448 - Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024

3 dicembre 2021

Roma, 3 dicembre 2021

Alla cortese attenzione

dell'On. Ministra Dell'Università e della Ricerca

Prof.ssa Cristina Messa

 

Al Segretario Generale del Mur

Dott.ssa Maria Letizia Melina

 

Alla Presidentessa della VII commissione

on. Vittoria Casa

Camera dei Deputati

 

Al Presidente della VII commissione

on. Riccardo Nencini

Senato della Repubblica

 

LORO SEDI

Adunanza del 2 e 3 dicembre 2021

OGGETTO: Parere relativo al DDL 2448 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

VISTO l'atto 2448 del Senato della Repubblica recante disposizioni in merito a "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2022 - 2024";

VISTA la mozione approvata dal CNSU in data 18 maggio 2021 con oggetto: "Richiesta di estensione No-tax area nelle prossime manovre economiche";

VISTA la Raccomandazione approvata dal CNSU in data 28 settembre 2021 avente come oggetto:"Revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi universitari legalmente riconosciuti"

VISTO il Parere approvato dal CNSU nella seduta del 24 luglio 2021 con oggetto: "Parere relativo ai criteri di ripartizione del fondo di finanziamento ordinario (ffo) delle università statali e dei consorzi interuniversitari per l'anno 2021";

VISTO il Parere approvato dal CNSU nella seduta del 26 febbraio 2021 con oggetto: "Parere sullo schema di decreto sulle linee generali d'indirizzo della programmazione delle università 2019-2021 e indicatori per la valutazione periodica dei risultati";

VISTO il Parere approvato dal CNSU nella seduta del 5 dicembre 2020 con oggetto "Parere relativo al DDL 2790 - Bilancio di previsione dello stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023";

VISTO il Parere approvato dal CNSU nella seduta del 7 ottobre 2020 con oggetto "Parere del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari sul Recovery Fund";

VISTO il parere approvato al CNSU nella seduta del 24 luglio 2020 con oggetto: "Parere relativo ai criteri di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) delle università statali e dei consorzi interuniversitari per l'anno 2020 e schema di integrazione al DM N. 989 del 2019)"

VISTA la mozione approvata dal CNSU in data 7 ottobre 2020 con oggetto: "Proposte di intervento in materia di diritto allo studio per la legge di bilancio 2021"

CONSIDERATO Il perdurare dell'emergenza pandemica e gli effetti che la medesima sta causando e causerà a discapito delle studentesse e degli studenti universitari

ESPRIME IL SEGUENTE PARERE

La drammaticità delle condizioni in cui versano le studentesse e gli studenti all'interno dei singoli atenei italiani e nei loro contesti cittadini sta manifestando le sue conseguenze tangibili. Le condizioni economiche frutto del costante perdurare dell'emergenza pandemica non hanno allentato la pressione economica rispetto ai singoli nuclei familiari e ha reso ancor più onerosi i costi del sistema universitario in toto. Le misure ordinarie e straordinarie intraprese dal governo nel corso dei precedenti mesi risultano dunque minimali e totalmente inefficaci per far fronte alle condizioni della grave crisi socio-economica che il sistema paese, e dunque anche i comparti dell'università e della ricerca di conseguenza, si trovano e si troveranno ad attraversare. Alla luce del perdurare del periodo pandemico, riteniamo che i quasi nulli investimenti presenti in materia universitaria nella presente bozza di legge di bilancio risultino inadatti ad affrontare la situazione corrente e che lascino presagire una preoccupante svalutazione del comparto accademico e universitario tutto, in una irresponsabile scelta di scarso investimento sulle giovani generazioni e sulla loro formazione, scolastica e universitaria.

Il contesto pandemico ha svolto dunque un ruolo di amplificazione delle criticità e delle disuguaglianze insite nel sistema universitario italiano. Gli ingenti costi a cui sono sottoposti gli studenti e le studentesse non riscontrano, all'interno delle previsioni statali, investimenti concreti in grado di intervenire sulla tassazione media per lo studio universitario (i.e. circa 1353€), così come gli attuali importi delle borse di studio non intervengo per la copertura totale dei servizi previsti all'interno dei Livelli Essenziali delle Prestazioni, non mostrandosi in grado di garantire un servizio di trasporto pubblico urbano gratuito, l'effettiva garanzia di usufruire di un pasto giornaliero gratuito per in sede e pendolari e di due pasti per fuorisede. Inoltre, di fronte ad una totale insufficienza di posti-letto presso le residenze universitarie (ad oggi solo 37.000 senza limitazioni dovute alla pandemia a fronte di un numero complessivo di studenti fuorisede pari a 730.000 unità) le studentesse e gli studenti fuorisede si sono ritrovati costretti a ricorrere al mercato degli affitti, un mercato fortemente influenzato dall'emergenza in corso e fortemente soggetto a repentini aumenti di prezzo, che rendono le misure per il Diritto allo Studio non sufficienti e che pongono a serio rischio la possibilità di proseguire gli studi universitari da parte di centinaia di migliaia di studentesse e studenti. La mancata previsione di investimenti concreti e tangibili in materia di esonero dal contributo studentesco e a sostegno del Diritto allo Studio non può dunque che contribuire ad abbassare il già preoccupante tasso di laureate e laureati in Italia, ad oggi pari al 20,1% di fronte alla media europea del 32,8%.

Considerate tali premesse, investimenti nell'ambito dell'università e della ricerca risultano di primaria importanza per far fronte alla situazione attuale.

In un momento cruciale e di necessario rilancio del nostro paese, rifinanziare con somme consistenti l'istruzione pubblica di ogni ordine e grado deve essere prioritario, per dare un segnale inequivocabile di investimento rispetto alle generazioni future. Tale indirizzo non sembra però rispecchiato direttamente nel disegno di legge in oggetto.

In riferimento all'articolo 37 si esprime parere positivo riguardo l'adozione di un 'Piano strategico nazionale per la parità di genere' (comma 1). Il tema è di profonda attualità e l'Italia ha il dovere di impegnarsi nel tentativo di colmare il gap storico presente fra individui di genere maschile e femminile. Secondo EUROSTAT, infatti, nel 2020 la differenza salariale fra i due generi, per citare uno dei problemi che più rendono l'idea del fenomeno, è stata del 23,7%. In merito all'istituzione di una certificazione sulla parità di genere da rilasciare alle imprese (comma 7), si sottolinea come sia necessario accompagnare questa misura con interventi più stringenti contro i casi di squilibrio salariale e incentivi per le imprese che dovessero effettivamente raggiungere un livello di parità salariale, evitando così che la certificazione si dimostri uno strumento meramente comunicativo, avallando fenomeni di "pinkwashing".

In riferimento all'articolo 38, si esprime parere positivo all'adozione di un "Piano strategico nazionale contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica" (comma 1.a del nuovo art. 5 del DL 93/2013): anche in questo caso la problematica è più che mai attuale e urgente da affrontare, anche attraverso azioni formative che coinvolgano le istituzioni accademiche. Si ritengono, al contempo, insufficienti le risorse (comma 3 del nuovo art. 5 del DL 93/2013) stanziate per l'attuazione delle finalità previste dal suddetto piano al comma 1.d del nuovo art. 5 del DL 93/2013. Per quanto attiene all'intervento previsto dal comma 1.b del nuovo art. 5 del DL 93/2013, si sottolinea l'importanza di accompagnare queste misure con incisivi interventi di modifica del linguaggio - verso una dimensione maggiormente inclusiva e rispettosa della dignità personale - all'interno di tutte le trasmissioni del servizio pubblico, evitando che la sensibilizzazione comunicativa si riduca alla produzione di spot informativi e di isolate attività di sensibilizzazione.

In riferimento all'articolo 40, si esprime perplessità circa le modalità di fruizione della detrazione da parte della platea di riferimento. Il tetto di reddito previsto risulta non conforme al raggiungimento, tramite tale provvedimento, di molte e molti giovani, studentesse e studenti in difficoltà e per questo il limite reddituale andrebbe innalzato, fino a livelli comparabili con le agevolazioni già esistenti.

Inoltre, si ritiene che il provvedimento sia esclusivo in termini di requisito di residenza nell'immobile preso in locazione. Tale requisito, infatti, esclude la platea delle e degli studenti dai benefici fiscali presentati in questo articolo, in quanto lo spostamento della residenza in un appartamento affittato per motivi di studio, potrebbe risultare motivo di esclusione dai benefici previsti dagli Enti per il Diritto allo Studio Universitario per le e gli studenti fuori sede.

Il CNSU accoglie positivamente il finanziamento al comma 3 volto a rendere permanenti nei prossimi anni i 12 mila contratti di formazione specialistica. In questo modo, si potrà finalmente giungere, dopo anni di imbuto formativo, ad una equivalenza tra il numero dei medici laureati e abilitati e le borse di specializzazione a disposizione. Ciò permetterà ad ogni medico laureato di avere a disposizione la possibilità di continuare un percorso di alta formazione specialistica. Considerati gli ambiziosi obiettivi di rinnovamento dell'intero Sistema Sanitario Nazionale contenuti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si auspica che il percorso formativo degli specializzandi sia effettivo e accompagnato da un potenziamento qualitativo e quantitativo delle reti formative.  La qualità della formazione degli specializzandi, infatti,sarà fondamentale per la costruzione del Sistema Sanitario del futuro.

In riferimento all'Art. 103 comma 1, nonostante un aumento complessivo del Fondo di Finanziamento Ordinario, il Consiglio ritiene che tale incremento non sia sufficiente per soddisfare tutte le necessità di un sistema sofferente di un cronico sottofinanziamento.

Nel dettaglio, si valuta positivamente l'inserimento del vincolo di 75 milioni per l'anno 2022, di 300 milioni di euro per il 2023, di 640 milioni di euro per l'anno 2024, di 690 milioni di euro per l'anno 2025 e di 740 milioni di euro a decorrere dall'anno 2026 al fine di attuare "misure di reclutamento del personale" per arrivare ad un aumento del corpo docenti di 45 mila unità alla fine del 2026. Considerato anche l'aumento delle immatricolazioni relativo agli ultimi anni, tale stanziamento rappresenta un passo importante nell'aumentare la qualità della didattica delle università italiane. Si ritiene, infatti, che l'aumento dei docenti vada a favorire il rapporto diretto con gli studenti, evitando il sovraffollamento delle aule e permettendo l'implementazione di nuove metodologie didattiche. Tuttavia, si sottolinea come l'aumento dei punti organico non possa non essere accompagnato da un investimento sulle infrastrutture, sia didattiche che di ricerca, che devono adeguarsi ai cambiamenti della didattica.

Si ritiene inoltre favorevole lo stanziamento vincolato, pari a 50 milioni, per la "valorizzazione del personale tecnico amministrativo delle università" espresso al comma 1 lettera b), misura ritenuta anch'essa necessaria da molto tempo.

Questo Consiglio giudica positivamente anche i vincoli di finanziamento presenti nel comma 1 alle lettere c) e d), inerenti rispettivamente alle "chiamate di ricercatori e professori dall'estero (secondo le procedure ex lege n. 230/2005, art. 1, comma 9, primo periodo)" e alla "valorizzazione delle Scuole superiori ad ordinamento speciale".

In riferimento al comma 1.e, si esprime parere fortemente negativo riguardo la mancanza, per troppo tempo, di aumenti cospicui degli importi delle borse di dottorato: l'intervento in oggetto - per quanto positivo - non appare in alcun modo risolutivo. Le borse di dottorato, in relazione alla media UE e alle necessità economiche che si presentano a un dottorando o a una dottoranda per affrontare al meglio l'ulteriore percorso di studi, risultano estremamente insufficienti. Il problema della mancata corresponsione di importi adeguati ai lavoratori e alle lavoratrici del mondo della ricerca è un tema purtroppo ancora attuale e che evidenzia plasticamente la scarsa considerazione che lo Stato ha nei confronti di questa categoria;

Il Consiglio si esprime favorevolmente circa i commi 4, 5, 6, 7 volti a migliorare le capacità della governance e del nucleo di valutazione, all'assunzione di figure tecniche per migliorare la didattica e un incremento di fondi per valorizzare il personale degli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale. Tali interventi sono il primo passo per migliorare l'offerta degli Istituti AFAM e renderli quindi più attrattivi anche nel panorama europeo.

Il Consiglio inoltre ritiene di fondamentale importanza specificare come il DDL tralasci numerosi ambiti che in passato erano stati rilevati come essenziali e necessari per garantire  una corretta fruizione del diritto allo Studio, soprattutto in una situazione di fragilità come quella attuale. Doveroso è qui considerare le osservazioni presentate nelle mozioni, pareri e raccomandazioni approvate nelle precedenti sedute di tale Consiglio. In ottemperanza delle mancanze rilevate all'interno del DDL in esame, il CNSU chiede che all'interno della Legge di Bilancio vengano inserite anche le seguenti voci:

a)     Al fine di fronteggiare la contrazione dei redditi del paese dovuta alla crisi economica determinata dall'emergenza sanitaria e di ridurre le barriere all'accesso del sistema universitario nazionale, si ritiene necessario incrementare lo stanziamento per la No-Tax area fino a 400 milioni di euro al fine di garantire una soglia di accesso pari a 30.000 € di ISEE, oltre alla previsione di una fascia calmierata da 30.000 € fino a 50.000 € di ISEE;

b)    Al fine di garantire, attraverso il bando previsto dalla legge 338/2000, la costruzione di nuovi alloggi o altresì l'utilizzo di immobili in disuso tramite la loro riconversione nonché per ristrutturare e riqualificare le residenze già esistenti, il Consiglio ritiene fondamentale uno stanziamento di almeno 200 milioni a favore della residenzialità studentesca. L'intervento è necessario in quanto nel solo A.A. 2019/2020 gli idonei non beneficiari di posto alloggio sono stati circa 30'000. Il sistema di residenzialità in Italia, inoltre, risulta recentemente peggiorato a partire da Settembre 2021 con l'indisponibilità di numerosi posti alloggio nelle principali città italiane. A tale proposito il Consiglio ritiene necessario che venga altresì previsto all'interno del decreto l'inserimento della sostanziale conferma dell'istituzione di un fondo affitti che possa dunque mitigare e parzialmente risolvere l'emergenza abitativa. Infine, questo intervento contribuirebbe inoltre alla ripresa economica del paese attraverso la fondamentale leva degli investimenti;

c)     Il rifinanziamento del Fondo Integrativo Statale secondo quanto segue. Il numero degli studenti idonei ai benefici del diritto allo studio è aumentato di poco più di sette punti percentuale dall'A.A. 2018/2019 al 2019/2020, ultimo anno di cui si hanno dati confermati. In particolare, nel 2020 gli studenti idonei erano 227.750 per un fabbisogno stimato di €785.737.500. Nello stesso anno, gli studenti non beneficiari di borsa di studio seppur idonei erano 5.480. Con la legge di bilancio 2021 il FIS è stato incrementato di €70 mln per tentare di colmare il divario fra il numero di studenti idonei ai benefici del diritto allo studio e i beneficiari effettivi. Nel disegno di legge in oggetto non è previsto un ulteriore rifinanziamento del FIS che andrebbe a consolidarsi a poco più di 307 milioni di euro. Il finanziamento del diritto allo studio si compone di tre contributi: il FIS, la tassa regionale per il DSU e fondi propri regionali per almeno il 40% della quota del FIS. Ipotizzando che il numero di studenti idonei nell'A.A. 2021/2022 sia aumentato del 10% rispetto al numero di due anni prima, si stima che, per coprire la platea degli idonei, il FIS si dovrebbe assestare intorno ai 435 milioni di euro. Essendo il consolidato circa €307 mln, il rifinanziamento necessario sarebbe di €130 mln annui. Il CNSU ritiene inoltre necessario incrementare la dotazione del FIS al fine di aumentare l'importo delle borse di studio (equiparandole in tutte le regioni e le province autonome) nonché aumentare la soglia ISEE per l'accesso ai benefici fino a € 28'000 ISEE e infine abolire il parametro ISPE, in quanto ritenuto non indicativo della reale disponibilità economica delle famiglie. Tale investimento è ritenuto utile anche per garantire una uniforme erogazione di tutti i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP).

d)    Intervento per fare fronte al cosiddetto "digital divide". A tale scopo il Consiglio sottolinea come l'Istat rilevasse che nel 2019 il 47,2% delle famiglie disponeva di un solo computer o tablet, il 33,8% ne fosse invece completamente sprovvista e solo il 22,2 disponesse di un dispositivo per ciascun componente. Al contempo si rilevava come solo il 76,1% delle famiglie del paese avesse accesso ad una connessione internet, percentuale che si riduce nel Sud del paese fino al 67,3% rilevato in Calabria. Da quanto emerge dalla medesima indagine per la banda larga, connessione che garantisce la connessione alle attività didattiche a distanza mentre altri familiari sono connessi, la percentuale si attesta ad una media nazionale del 52.5% che scende nel mezzogiorno fino alle percentuali minime del 41,1% rilevabili in Calabria e Basilicata. Al fine di garantire il superamento effettivo del cosiddetto "digital divide" si chiede di portare lo stanziamento a 80 milioni di euro dagli attuali 34,5.

 

 

In previsione di una revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi universitari legalmente riconosciuti. In riferimento a tale documento, il CNSU chiede che all'interno della Legge di Bilancio vengano inseriti gli stanziamenti necessari all'adeguamento dei LEP affinché tengano conto delle seguenti voci:

a)     Spese legate al materiale didattico, che comprendano tutti gli strumenti e le attrezzature necessarie per seguire le attività dell'università, considerando quindi i cambiamenti nei bisogni degli studenti e studentesse nel corso degli anni e delle modalità differenziate dell'erogazione della didattica;

b)    Spese relative al trasporto pubblico scelto dagli studenti, non limitandolo al semplice criterio economico, bensì anche a criteri di sostenibilità, privilegiando tra questi anche il criterio del minor dispendio temporale possibile per la copertura del percorso luogo di residenza-università. A ciò si aggiunge la necessità di incrementare il numero di rientri presso la residenza da parte delle studentesse e degli studenti fuorisede coperti dai Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP);

c)     Spese relative alla ristorazione, affinché vi sia una maggiore attenzione nella destinazione dei buoni pasto, concedendo maggiori possibilità economiche;

d)    Spese per alloggi, affinché, una volta chiarita la definizione di fuori sede, in tale spesa siano insite le spese medie dei canoni di locazioni ed eventuali esosi cambiamenti nei prezzi o nei consumi;

e)     Spese per la cultura e l'accesso agli eventi, affinché siano considerati come essenziali per affrontare il percorso universitario.

A ciò si ricollega inoltre la necessità di prevedere un servizio di assistenza sanitaria gratuita per tutte le studentesse e gli studenti fuorisede, consentendo loro di ottenere un secondo medico di medicina generale legato al luogo di domicilio, indispensabile per la tutela del diritto alla salute di tutti questi soggetti, soprattutto in questo particolare periodo storico.

Si ritiene infine sottolineare come il capo introduttivo dell'intero articolo 103 recante "Misure per il rilancio e la competitività del sistema della formazione superiore" comunichi un indirizzo fuorviante rispetto agli investimeni ordinari, migliorativi e necessari (per quanto deludenti) rispetto alle condizioni vigenti. Per il Consiglio, si specifica come esso possa essere più facilmente sostituito con "Misure relative al comparto del sistema della formazione superiore".

In riferimento all'articolo 104, comma 2, si valuta positivamente il raddoppio dei fondi destinati al "Fondo italiano per la scienza"; allo stesso tempo, però, si ribadisce come già in altre sedi la contrarietà al sistema di assegnazione delle risorse mediante procedure premiali e competitive, come previsto dalla norma istitutiva del Fondo. Si tratta, infatti, di un modello fortemente penalizzante per le realtà accademiche meno ricche e già in difficili condizioni di attività, le quali sono spesso collocate nel Mezzogiorno del Paese.

In riferimento al Titolo X, va sottolineata l'assenza di investimenti e interventi per la mobilità sostenibile a favore di studentesse e studenti dell'Università e degli istituti AFAM: la condizione di pendolarità rappresenta, in tante aree del Paese, un forte ostacolo a una serena conduzione degli studi, sia per i costi di trasporto che, ancor di più, per gli scarsi servizi disponibili. A questo fine, il Consiglio richiede l'adozione di interventi strutturali efficaci, anche e soprattutto in fase di spesa dei fondi PNRR.

A valle dei ragionamenti qui esposti, il Consiglio, pur valutando positivamente gli avanzamenti previsti nel testo, esprime parere complessivamente negativo al DDL 2448.

Il Presidente

Luigi Leone Chiapparino

 

 

 



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