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Home pageMozioni2026Revisione dell’importo minimo annuo lordo delle borse di dottorato di ricerca e introduzione di un meccanismo di indicizzazione automatica al costo della vita
26 febbraio 2026
Roma, 26 febbraio
2026
Alla c.a.
del Ministro
dell'Università e della Ricerca (MUR)
On. Annamaria
Bernini
gabinetto@pec.mur.gov.it
del Ministro dell'Economia e delle Finanze
(MEF)
On. Giancarlo
Giorgetti
dcst.dag@pec.mef.gov.it
del Segretario Generale del Ministero dell'Università
e della Ricerca (MUR)
Prof.Marco Mancini
segretariatogenerale@pec.mur.gov.it
della Direzione generale per le specializzazioni
sanitarie, i dottorati di ricerca e altra formazione
post-universitaria (MUR)
Prof.Massimo
Miscusi
dgpostlaurea@pec.mur.gov.it
p.c.
della Presidente della Conferenza dei Rettori delle
Università Italiane (CRUI)
Prof.ssa Laura
Ramaciotti
segreteria.crui@pec.it
LORO SEDI
Oggetto: Revisione dell'importo
minimo annuo lordo delle borse di dottorato di ricerca e
introduzione di un meccanismo di indicizzazione automatica al costo
della vita
Adunanza del 26 febbraio 2026.
PREMESSO
- che l'articolo 34 della Costituzione della Repubblica Italiana
sancisce il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di
mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi, configurando un
obbligo per la Repubblica di rendere effettivo tale diritto
mediante provvedimenti idonei;
- che l'articolo 33, sesto comma, della Costituzione attribuisce
alle istituzioni di alta cultura, alle università e alle accademie
il diritto di darsi ordinamenti autonomi, nei limiti stabiliti
dalla legge;
- che l'articolo 35 della Costituzione impegna la Repubblica a
tutelare il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni, nonché a
curare la formazione e l'elevazione professionale dei
lavoratori;
- che l'articolo 9 della Costituzione, come modificato dalla
Legge costituzionale 11 febbraio 2022, n.1, annovera la promozione
dello sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica
tra i principi fondamentali dell'ordinamento;
VISTO
- che la Legge 3 luglio 1998, n. 210, e successive modificazioni,
recante la disciplina del dottorato di ricerca;
- che la Legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante norme in materia
di organizzazione delle università, del personale accademico e
reclutamento, e in particolare l'articolo 19, relativo al dottorato
di ricerca;
- che il Decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito con
modificazioni dalla Legge 29 giugno 2022, n. 79 e il Decreto-legge
7 aprile 2025, n. 45, convertito con modificazioni dalla Legge 5
giugno 2025, n. 79, recanti ex multis disposizioni in materia di
riforma del pre-ruolo universitario;
- che il D.M. 14 dicembre 2021, n. 226, recante il regolamento
concernente le modalità di accreditamento delle sedi e dei corsi di
dottorato di ricerca e i criteri per la istituzione dei corsi di
dottorato da parte di qualificati soggetti pubblici e privati;
- che il D.M. 23 febbraio 2022, n. 247, pubblicato in Gazzetta
Ufficiale, che ha fissato l'importo minimo annuo lordo delle borse
di dottorato di ricerca in € 16.243,00, con applicazione a
decorrere dal 1° luglio 2022;
- che la Raccomandazione della Commissione europea dell'11 marzo
2005, n. 2005/251/CE, relativa alla Carta europea dei ricercatori e
al Codice di condotta per l'assunzione dei ricercatori, la quale
stabilisce che i datori di lavoro e i finanziatori dei ricercatori
devono garantire condizioni di retribuzione e previdenza sociale
eque e attrattive, tali da assicurare adeguate condizioni di
vita;
- che le Conclusioni del Consiglio dell'Unione europea del 18
aprile 2023, in materia di valorizzazione della mobilità e delle
carriere dei ricercatori europei, con specifico riferimento alla
necessità di garantire condizioni di lavoro attrattive e
sostenibili fin dalle prime fasi della carriera scientifica;
CONSIDERATO
- che l'importo minimo annuo lordo fissato dal D.M. n. 247/2022
in € 16.243,00 (corrispondente a circa € 1.195,48 netti mensili)
rappresenta la soglia nazionale di riferimento per la
determinazione delle borse di dottorato di ricerca e che tale
importo costituisce, nella prassi, il livello di emolumento
effettivamente corrisposto dalla maggioranza degli atenei
italiani;
- che la disciplina vigente non prevede alcun meccanismo
automatico di aggiornamento dell'importo minimo in relazione alla
variazione dell'indice dei prezzi al consumo, a differenza di
quanto accade per numerosi istituti retributivi e previdenziali
dell'ordinamento italiano;
- che l'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di
operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, pubblicato
mensilmente dall'ISTAT sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell'art.
81 della Legge 27 luglio 1978, n. 392, costituisce il parametro
tecnico utilizzato nell'ordinamento italiano per l'adeguamento dei
valori monetari a fini di rivalutazione economica (canoni di
locazione, assegni di mantenimento, trattamento di fine
rapporto);
- che l'indice FOI senza tabacchi ha registrato, nel periodo
compreso tra il luglio 2022 (valore: 112,3, base 2015=100) e il
dicembre 2025 (valore: 121,5), una variazione cumulata pari a circa
l'8,2%, determinando una corrispondente erosione del potere
d'acquisto reale della borsa di dottorato;
- che per effetto di tale variazione, l'importo minimo lordo
della borsa, ove fosse stato adeguato secondo l'indice FOI, avrebbe
dovuto raggiungere, a dicembre 2025, la soglia di almeno €17.575,00
annui;
PRESO ATTO
- che l'XI Indagine nazionale dell'ADI - Associazione Dottorandi
e Dottori di Ricerca in Italia, dal titolo "Psicopatologia del
dottorato di ricerca" (Roma, gennaio 2024), condotta su un campione
di oltre 7.000 dottorande e dottorandi (pari a circa un sesto
dell'intera popolazione dottorale), ha documentato la gravità delle
condizioni economiche della popolazione dottorale italiana,
evidenziando come:
- (a) il 61% della popolazione campionaria percepisce un reddito
netto compreso tra € 1.100 e €1.200 mensili, importo inferiore di
circa il 25% al salario netto medio accessibile a una persona
laureata magistrale a un anno dal conseguimento del titolo (€ 1.499
secondo i dati AlmaLaurea);
- (b) il 54% delle persone rispondenti dichiara di non riuscire a
risparmiare nulla e di limitarsi a spese strettamente
necessarie;
- (c) tre dottorande e dottorandi su quattro non sarebbero in
grado di sostenere una spesa imprevista di € 800;
- (d) in 24 città universitarie su 40, che ospitano l'80,2% dei
posti di dottorato in Italia, il costo dell'affitto di un
monolocale in centro supera il 30% dell'importo netto della
borsa;
- (e) la metà della popolazione dottorale presenta punteggi di
depressione, ansia e stress potenzialmente rilevanti a livello
clinico, con una prevalenza nettamente superiore sia alla
popolazione italiana nel suo complesso sia alla popolazione
dottorale di altri Paesi occidentali;
- che la X Indagine ADI ("La condizione salariale", Roma, 2023) e
le elaborazioni dell'Associazione su dati Eurostat hanno altresì
rilevato che, nei principali Paesi comparabili dell'Unione europea,
l'importo medio delle borse di dottorato risulta superiore a quello
italiano tra il 20% e il 30% in Francia e Germania, e in misura
ancora maggiore, rapportato al costo della vita, in Danimarca,
Paesi Bassi e Spagna;
- che il Rapporto ADI sul Fondo di Finanziamento Ordinario 2025
ha evidenziato come lo stanziamento di circa € 189 milioni per le
borse di dottorato ordinarie risulti insufficiente a compensare sia
l'aumento del costo unitario delle borse sia l'esaurimento dei
finanziamenti straordinari del PNRR, i quali, nel triennio
2022-2024, attraverso i DD.MM. n. 351 e n. 352/2022 (XXXVIII ciclo:
7.500 borse), i DD.MM. n. 117 e n. 118/2023 (XXXIX ciclo: 18.770
borse) e i DD.MM. n. 629 e n. 630/2024 (XL ciclo: circa 3.500
borse), avevano finanziato complessivamente circa 30.000 borse
aggiuntive, portando la popolazione dottorale complessiva da circa
31.000 unità nel 2020 a quasi 47.000 nel 2024, con un incremento
del 48,5% (fonte: Rapporto Deloitte-MUSA, ottobre 2025;
elaborazione ADI su dati USTAT MUR). L'esaurimento progressivo di
tali risorse, concentrate in larga parte nel XXXIX ciclo già in
fase di completamento, determina un rischio concreto di
arretramento nel numero di posti di dottorato disponibili e di
aggravio dei costi a carico dei bilanci degli atenei;
RILEVATO
- che l'assenza di un meccanismo di indicizzazione automatica
comporta una progressiva e strutturale erosione del potere
d'acquisto reale della borsa di dottorato, il cui importo nominale
resta invariato a decorrere dal 1° luglio 2022, in un contesto in
cui la variazione cumulata dell'indice FOI ha già superato
l'8%;
- che tale erosione pregiudica in modo diretto l'effettiva
accessibilità del dottorato di ricerca in condizioni di pari
opportunità, con un impatto particolarmente significativo su quanti
non possono avvalersi del sostegno economico familiare, su chi
svolge attività di ricerca in città universitarie a elevato costo
della vita, e sulla componente femminile della popolazione
dottorale, già soggetta a differenziali retributivi e di benessere
documentati dalle indagini ADI;
- che l'inadeguatezza dell'importo della borsa rispetto al costo
della vita produce ricadute negative sul benessere psicologico
della popolazione dottorale, sull'attrattività internazionale del
sistema dottorale italiano e sulla complessiva qualità della
produzione scientifica nazionale, compromettendo gli obiettivi di
crescita e innovazione perseguiti dal PNRR e dalle politiche
europee in materia di ricerca;
- che il minimale di reddito annuo previsto dall'INPS ai fini
dell'accredito contributivo presso la Gestione separata è fissato,
per l'anno 2026, in € 18.808,00, importo che costituisce un
parametro di riferimento per la determinazione di un livello di
borsa idoneo a garantire condizioni economiche dignitose e
l'integrale copertura contributiva previdenziale;
- che il costo complessivo dell'adeguamento dell'importo minimo
lordo da € 16.243,00 a € 18.808,00 - che pari a un differenziale di
€ 2.565,00 per borsa annua, cui si aggiungono i relativi oneri
contributivi a carico dell'ente (23,35% INPS) e la maggiorazione
del budget di ricerca (10%) - comporta un costo unitario aggiuntivo
stimato in circa € 3.420,00 per borsa per anno. Al picco della
popolazione dottorale (a.a. 2024/2025, circa 47.000 iscritti di cui
circa 35.000-38.000 borsisti al minimo), il costo complessivo
dell'adeguamento è stimabile in circa € 120-130 milioni per l'anno
2026, in rapida discesa con l'esaurimento delle coorti PNRR (circa
€ 85 milioni nel 2026/2027, circa € 69 milioni a regime dal
2028/2029). L'impatto diretto sul FFO, riferito alle sole borse
ordinarie (circa 11.600 borsisti), è stimabile in € 33-37 milioni
annui, pari a meno dello 0,5% dell'intero Fondo di Finanziamento
Ordinario;
ESPRIME
- il parere che l'attuale importo minimo annuo lordo delle borse
di dottorato di ricerca, pari a €16.243,00, risulti inadeguato a
garantire condizioni economiche dignitose e pari opportunità di
accesso al dottorato di ricerca, alla luce della variazione
cumulata del costo della vita registrata a decorrere dal 1° luglio
2022, delle evidenze empiriche contenute nelle Indagini nazionali
dell'ADI e del confronto con il contesto europeo;
- la necessità di un intervento normativo urgente e strutturale
volto a garantire coerenza tra l'importo minimo delle borse di
dottorato e l'andamento del costo della vita, nonché a colmare il
divario con i livelli retributivi medi della formazione dottorale
nei principali Paesi europei;
all'unanimità
IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI
STUDENTI UNIVERSITARI
CHIEDE
che il Ministero dell'Università e
della Ricerca, in concerto con il Ministero dell'Economia e delle
Finanze, si impegni
- a procedere, con urgenza, alla revisione dell'importo minimo
annuo lordo delle borse di dottorato previsto dal D.M. n. 247/2022,
adeguandolo in misura non inferiore alla variazione cumulata
dell'indice ISTAT FOI, al netto dei tabacchi, registrata a
decorrere dal 1° luglio 2022, fissando il nuovo importo minimo in
misura non inferiore a € 18.808,00 annui lordi, pari al minimale di
reddito ai fini dell'accredito contributivo INPS presso la Gestione
separata per l'anno 2026, garantendo in tal modo sia il pieno
recupero del potere d'acquisto eroso dall'inflazione cumulata sia
un livello retributivo coerente con le funzioni svolte e con gli
standard europei;
- a introdurre, mediante apposito provvedimento normativo di
rango primario o, in subordine, mediante decreto ministeriale, un
meccanismo di aggiornamento automatico annuale dell'importo minimo
delle borse di dottorato, parametrato alla variazione annua
dell'indice ISTAT FOI al netto dei tabacchi, da applicarsi con
cadenza annuale al 1° ottobre di ciascun anno accademico, sulla
base della variazione percentuale registrata nel periodo di
riferimento;
- a prevedere che il meccanismo di cui al punto precedente operi
nel solo senso dell'incremento, escludendo riduzioni dell'importo
in caso di variazione negativa dell'indice, secondo il principio di
salvaguardia del livello retributivo acquisito;
- a prevedere l'applicazione del nuovo importo minimo a decorrere
dall'a.a. 2026/2027, con efficacia su tutte le borse di dottorato
in essere e su quelle di nuova attivazione;
- ad adeguare conseguentemente lo stanziamento del Fondo di
Finanziamento Ordinario (FFO) destinato alle borse di dottorato,
incrementandolo di € 130 milioni per l'anno 2026 per tutti i cicli
di dottorato in corso e, a decorrere di € 75 milioni l'anno,
garantendo le necessarie coperture finanziarie nelle competenti
sedi di programmazione e bilancio, affinché l'adeguamento
dell'importo non determini una contrazione del numero complessivo
di borse erogate né un aggravio insostenibile a carico dei bilanci
degli atenei;
- a valutare l'opportunità di istituire, in seno al Ministero
dell'Università e della Ricerca, un Osservatorio permanente sulle
condizioni economiche, di lavoro e psicologiche della popolazione
dottorale e ricercatrice, anche al fine di monitorare l'efficacia
delle misure di adeguamento adottate e di orientare le future
politiche di investimento e tutela nel sistema dottorale e della
ricerca in Italia.
Il dottorato di ricerca costituisce il
segmento più avanzato del sistema nazionale dell'alta formazione e
della ricerca, presidio fondamentale per lo sviluppo scientifico,
culturale ed economico del Paese. Come documentano le indagini
nazionali dell'ADI, le attuali condizioni economiche della
popolazione dottorale non sono compatibili con la dignità
professionale che la Costituzione e l'ordinamento europeo
riconoscono a chi svolge attività di ricerca. L'inadeguatezza
dell'importo della borsa non rappresenta soltanto un problema
individuale, ma una questione strutturale che incide
sull'attrattività del sistema, sulla qualità della produzione
scientifica e sulla coesione territoriale del Paese, data la
concentrazione dell'offerta dottorale negli atenei del Centro-Nord
e l'elevato costo della vita nelle principali città
universitarie.
Garantire condizioni economiche
adeguate a dottorande e dottorandi significa pertanto tutelare il
diritto allo studio nella sua più piena accezione costituzionale,
assicurare pari opportunità di accesso ai percorsi di alta
qualificazione indipendentemente dalla condizione economica di
partenza, e promuovere la piena valorizzazione della componente
dottorale quale risorsa strategica della comunità accademica e del
sistema della ricerca.
Un intervento strutturale in tal senso,
che preveda tanto la revisione immediata dell'importo quanto
l'introduzione di un meccanismo permanente di indicizzazione,
rappresenta un investimento sulla qualità della produzione
scientifica nazionale e sul futuro del Paese.
IL PRESIDENTE
(Lorenzo Bassi)
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