Emblema della Repubblica Italiana

Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari

Ministero dell'Università e della Ricerca

2025-2028

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  • Home pageMozioni2026Tutela del diritto di voto degli studenti universitari - dottorandi - specializzandi fuori sede in occasione del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 e avvio di un percorso strutturale per l'introduzione del voto fuori sede.

3 febbraio 2026

 

Roma, 3 Febbraio 2026

 

Alla cortese attenzione

dell'On. Ministro

Sen. Anna Maria Bernini

Ministero dell'Università e della Ricerca

gabinetto@pec.mur.gov.it

 

dell'On. Ministro

dott. Matteo Piantedosi

Ministero dell' Interno

gabinetto.ministro@pec.interno.it

 

della Dott.ssa Luisa Antonella De Paola

Direzione generale del diritto allo studio

Ministero dell'Università e della Ricerca

dgordinamenti@pec.mur.gov.it

 

del Prof. Massimo Miscusi

Direzione generale per le specializzazioni sanitarie, i dottorati di ricerca e altra formazione post-universitaria

Ministero dell'Università e della Ricerca

dgordinamenti@pec.mur.gov.it

 

e p.c.

 

Al Segretario Generale

Prof. Marco Mancini

Ministero dell'Università e della Ricerca

segretariatogenerale@pec.mur.gov.it

 

LORO SEDI

 

Oggetto: Tutela del diritto di voto degli studenti universitari - dottorandi - specializzandi fuori sede in occasione del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 e avvio di un percorso strutturale per l'introduzione del voto fuori sede.

 

Adunanza del 03 febbraio 2026

 

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

 

Visto l'art. 48 della Costituzione (diritto di voto), nonché i principi costituzionali di eguaglianza e rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale (art. 3 Cost.) e di promozione del diritto allo studio (art. 34 Cost.);

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 13 gennaio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, recante indizione del referendum popolare confermativo e convocazione dei comizi per domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026;

Visto il decreto-legge n. 196/2025 recante "Disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2026", oggetto di esame presso la I Commissione permanente (Affari costituzionali) della Camera dei deputati;

Visto il resoconto della seduta della I Commissione permanente (Affari costituzionali) della Camera dei deputati del 28 gennaio 2026, con particolare riferimento al dibattito e alla reiezione delle proposte emendative volte a consentire l'esercizio del voto fuori sede;

Considerato che il diritto di voto deve essere concretamente esercitabile, e la condizione di "fuori sede", spesso connessa a ragioni di studio, può trasformarsi in un ostacolo concreto all'esercizio del diritto, soprattutto per ragioni economiche e logistiche;

Considerato che nel corso del dibattito parlamentare è stata richiamata una platea di circa cinque milioni di cittadini/elettori fuori sede che potrebbero beneficiare di una disciplina stabile del voto fuori sede, includendo in modo significativo studenti universitari - dottorandi - specializzandi e lavoratori;

Considerato che in Italia gli studenti universitari - dottorandi - specializzandi fuori sede costituiscono una platea numerosa, stimata tra circa 450.000 e 830.000 unità a seconda dei criteri adottati;

Considerato che sono già state realizzate sperimentazioni del voto fuori sede:

  • alle elezioni europee 2024 (sperimentazione per studenti), con 23.734 richieste presentate per votare fuori sede;

  • ai referendum dell'8-9 giugno 2025 (sperimentazione più ampia), con quasi 70.000 domande di voto fuori sede secondo dati riportati su base ministeriale.

  •  

Considerato che nella discussione parlamentare del 28 gennaio 2026, la Sottosegretaria Wanda Ferro ha richiamato, "con riferimento ai numeri citati nel corso della discussione", che nella più recente occasione soltanto 60.000 elettori fuori sede avrebbero votato su 4.900.000 aventi diritto, laddove sarebbe stato ragionevole attenderne almeno

1.500.000 ipotizzando un'affluenza analoga a quella generale;

Considerato che nella medesima sede, la stessa rappresentante del Governo ha ribadito l'impegno a favorire l'esercizio del voto dei fuori sede, ma ha motivato la contrarietà agli emendamenti come tecnica e non politica, richiamando:

  • l'incompatibilità del termine di 14 giorni con i tempi del procedimento elettorale (in prossimità del c.d. "blocco delle liste" e delle procedure di nomina degli scrutatori);

  • l'esigenza di garantire trasparenza e sicurezza del procedimento;

  • la ristrettezza dei tempi disponibili.

Considerato che nel dibattito parlamentare è stata inoltre evidenziata, da più interventi, la criticità di una calendarizzazione e di una gestione normativa che, per rapidità e tempistiche, rischia di comprimere informazione, partecipazione e possibilità di predisporre strumenti di inclusione per i fuori sede, con particolare impatto su studenti e giovani;

Considerato che è stato altresì richiamato che, in attesa di una disciplina organica, risulta necessario dare seguito a percorsi già avviati (tra cui una delega conferita dal Parlamento nel 2023) per rendere stabile il voto fuori sede.

Rilevato che la mancata previsione del voto fuori sede per la tornata referendaria del 22-23 marzo 2026 e la conseguente reiezione degli emendamenti in sede parlamentare rappresentano un'occasione persa per rafforzare la partecipazione democratica e la tutela dei diritti di una platea ampia di cittadini, tra cui gli studenti universitari;

Rilevato che pur prendendo atto delle motivazioni tecniche espresse dal Governo, sarebbe stato auspicabile che, a fronte di sperimentazioni recenti, si fosse arrivati per tempo a una soluzione compatibile con le esigenze procedurali richiamate, determinando di fatto l'impossibilità per molti studenti fuori sede di votare senza sostenere costi significativi e senza affrontare spostamenti gravosi;

Rilevato che la Sottosegretaria Ferro ha sostenuto che permangono fondi stanziati per garantire il parziale rimborso del prezzo dei biglietti ferroviari e aerei per il rientro nei comuni di residenza in concomitanza delle consultazioni elettorali e referendarie.

 

che il Ministero dell'Università e della Ricerca, per il tramite del Ministero dell'Interno, nonostante la posizione espressa dal Governo in più occasioni, da ultimo nel corso della discussione parlamentare degli emendamenti del 3 febbraio 2026, si attivi con la massima urgenza, adottando ogni iniziativa e soluzione normativamente e tecnicamente praticabile, anche in via straordinaria, al fine di rendere effettivamente possibile l'esercizio del voto fuori sede in occasione del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026;

di esprimere formale perplessità rispetto all'esito e alle tempistiche che non hanno consentito una corretta e completa attuazione di misure di voto fuori sede per la consultazione del 22-23 marzo 2026, evidenziando l'impatto sproporzionato sugli studenti universitari - dottorandi - specializzandi fuori sede;

di trasmettere la presente mozione al Ministero dell'Università e della Ricerca, al Ministero dell'Interno e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, richiedendo l'attivazione urgente di iniziative coordinate a tutela del diritto di voto degli studenti - dottorandi - specializzandi fuori sede, sia nell'immediato sia in prospettiva strutturale.

di richiedere al Ministero dell'Università e della Ricerca l'avvio immediato di un lavoro istruttorio in sinergia con il Consiglio Nazionale degli studenti e con il Ministero dell'Interno, finalizzato a:

a. definire un modello stabile e generalizzato di voto fuori sede (studenti e, più in generale, cittadini temporaneamente domiciliati altrove) compatibile con le garanziedi trasparenza e sicurezza richiamate nel dibattito parlamentare il prima possibile;

b. semplificare procedure e tempistiche (domande, istruttoria, logistica dei seggi/sezioni speciali) per aumentare l'effettiva partecipazione, evitando che i numeri registrati nelle sperimentazioni siano letti come disinteresse anziché come segnale di ostacoli procedurali e informativi;

c. predisporre una proposta di disciplina da sostenere in sede governativa e parlamentare, valorizzando il dialogo costruttivo e obiettivi comuni tra studenti e istituzioni.

d. monitorare e valutare l'implementazione e l'efficacia delle misure adottate per il voto fuorisede;

di sollecitare, per la consultazione del 22-23 marzo 2026, l'adozione e il pieno utilizzo di tutti gli strumenti disponibili per rendere concretamente possibile il rientro degli studenti fuori sede nei comuni di residenza, tra cui:

a. tariffe calmierate e accordi quadro con vettori ferroviari e aerei (codici sconto dedicati, biglietti a prezzo "tetto", posti contingentati) con il coinvolgimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;

b. voucher o rimborsi mirati (priorità a fasce ISEE più basse), anche utilizzando e rafforzando i fondi già richiamati nel dibattito per il parziale rimborso di biglietti treno/aereo;

c. potenziamento dell'offerta di trasporto nei giorni immediatamente precedenti e successivi alla consultazione, mediante attivazione di corse straordinarie, incremento della capacità (posti disponibili) sulle tratte a più alta domanda e coordinamento operativo con Regioni, gestori dell'infrastruttura e operatori del trasporto (ferroviario, aereo e su gomma), anche attraverso specifici accordi e pianificazioni dedicate;

d. campagna informativa unitaria (Ministeri/DSU/Atenei) con comunicazioni tempestive su finestre di viaggio, agevolazioni e procedure;

e. misure accademiche di accompagnamento, mediante raccomandazioni agli Atenei affinché adottino, nel rispetto dell'autonomia didattica, adeguate forme di flessibilità organizzativa (ripianificazione di attività didattiche, modalità di recupero e rimodulazione di eventuali obblighi di presenza) nelle giornate immediatamente connesse alla consultazione, in particolare lunedì 23 marzo e martedì 24 marzo, così da evitare che l'esercizio del diritto di voto determini ulteriori penalizzazioni sul percorso formativo e da consentire il regolare rientro degli studenti nelle sedi universitarie.

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

RIBADISCE

che la tutela del diritto di voto degli studenti fuori sede è parte integrante della tutela del diritto allo studio e della partecipazione democratica, e manifesta piena disponibilità a contribuire in modo propositivo e tecnico a un percorso condiviso, rapido e strutturale, affinché il voto fuori sede diventi finalmente una legge dello Stato.



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