Emblema della Repubblica Italiana

Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari

Ministero dell'Università e della Ricerca

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  • Home pageMozioni2021Codici di comportamento per la prevenzione e il contrasto delle molestie e delle discriminazioni

18 maggio 2021

Roma, 18 maggio 2021

 

Alla cortese attenzione

dell'On. Ministro

prof.ssa Cristina Messa

Ministero dell'Università e della Ricerca

 

e p.c.

 

Al Segretario Generale

dott.ssa Maria Letizia Melina

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

 

Al Direttore Generale

per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

 

LORO SEDI

Oggetto: CODICI DI COMPORTAMENTO PER LA PREVENZIONE E IL CONTRASTO DELLE MOLESTIE E DELLE DISCRIMINAZIONI

 

Adunanza del 17 - 18 maggio 2021

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

 

VISTO il D.Lgs 11 aprile 2006 n. 198 "Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246";

 

VISTO il D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81 (TU sulla salute e sicurezza sul lavoro) che rappresenta la base giuridica per configurare le molestie all'interno del concetto di benessere, sicurezza e salute del lavoratore/lavoratrice, obbligando il datore di lavoro alla valutazione dei rischi, alla formazione dei lavoratori e alla vigilanza, con conseguente sua responsabilità in caso di inottemperanza;

 

VISTA la L. 15 gennaio 2021 n. 4 che ratifica la Convenzione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) n. 190/2019 sulla eliminazione della violenza e sulle molestie con cui si riconosce la violenza e la molestia sul luogo di lavoro come violazione o abuso dei diritti umani, minaccia per le pari opportunità e dunque incompatibile con il concetto di lavoro dignitoso;

 

VISTO l'art. 21 della legge 4 novembre 2010 n. 183 che ha reso obbligatorio per le pubbliche amministrazioni l'istituzione del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità;

 

VISTI i dati Istat sulla violenza di genere;

 

CONSIDERATA l'assenza di un quadro normativo che disciplini il fenomeno delle molestie in ambito universitario;

 

CONSIDERATO che a Dicembre 2020 solo 32 Atenei su 85 avevano istituito la figura della Consigliera di Fiducia all'interno dell'Università;

 

CONSIDERATO che diversi Atenei italiani si sono con il tempo dotati di regolamenti anti-molestie o codici di comportamento per la prevenzione ed il contrasto di molestie morali o sessuali (es. Università degli studi di Bologna, Università degli studi di Milano, Università degli studi di Torino, Università degli studi "La Sapienza" di Roma, Università di Venezia "Ca' Foscari", Università della Calabria);

 

CONSIDERATA l'attenzione dei Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità sul tema delle molestie sessuali e della loro prevenzione in numerosi Atenei italiani, come confermato dai vari bilanci annuali;

 

CONSIDERATA l'assenza di un rapporto nazionale riportante l'attività dei vari Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità negli Atenei italiani e di un report contenente i dati delle segnalazioni ricevute relativamente al tema delle molestie;

 

CONSIDERATI i vari fatti di cronaca riportanti casi di molestie avvenuti all'interno degli Atenei italiani;

CHIEDE

 

  1. Che, al fine di introdurre una definizione omogenea di molestia in ambito universitario nei codici di comportamento degli Atenei italiani, venga definito, seguendo il dettato legislativo dell'art. 26 del Codice per le pari opportunità tra uomo e donna del 2006, il concetto di molestia morale e molestia sessuale come segue, secondo quanto già definito dai diversi Atenei italiani:

 

"Si definisce molestia morale ogni comportamento aggressivo, ostile e denigratorio nei confronti di una persona, nonché ogni altro comportamento volto a umiliare e a ledere l'integrità psicofisica della persona. Rientrano nelle molestie morali anche i comportamenti discriminatori di genere e quelli fondati sull'appartenenza etnica, sulla religione, sull'orientamento sessuale e sulle opinioni politiche.

Sono esempi di molestie morali i seguenti comportamenti:

a) comportamenti lesivi dell'immagine della persona quali offese, intimidazioni, minacce, calunnie,

insinuazioni su aspetti legati alla salute e alla qualità professionale, diffusione di notizie riservate o ogni altra azione di discredito della persona;

b) comportamenti lesivi della professionalità, quali rimozioni da incarichi o trasferimenti immotivati e a scopo persecutorio, minacce di licenziamento ingiustificate, dimissioni forzate, sottostima e critica sistematica, continua e immotivata, esclusione dalla comunicazione istituzionale, attribuzione di compiti molto al di sopra o molto al di sotto delle possibilità professionali o fisiche e in generale azioni che creano demotivazione e sfiducia in sé stessi;

c) tentativi di emarginazione e isolamento, quali limitazioni della facoltà di espressione, eccessi di controllo, frequenti e immotivati cambiamenti di mansioni con intento persecutorio.

È da considerarsi molestia anche ogni forma di ritorsione contro chiunque denunci comportamenti

molestanti o ne sia testimone".

"Si definisce molestia sessuale ogni comportamento indesiderato, inclusi anche atteggiamenti di tipo fisico, verbale e non verbale, a connotazione sessuale o qualsiasi altro tipo di discriminazione basata su sesso, identità di genere e orientamento sessuale e che offenda la dignità delle persone negli ambienti di lavoro e di studio.

Rappresenta circostanza aggravante della molestia sessuale l'esistenza di una posizione di svantaggio, asimmetria o subordinazione gerarchica tra la persona vittima di molestie e il presunto autore o la presunta autrice.

Sono esempi di molestie sessuali i seguenti comportamenti:

a) richieste implicite o esplicite di prestazioni sessuali offensive o indesiderate;

b) contatti fisici indesiderati e fastidiosi;

c) affissione e diffusione, anche in forma elettronica, di materiale pornografico negli ambienti di lavoro e studio universitari;

d) apprezzamenti verbali a sfondo sessuale sul corpo o sull'orientamento sessuale offensivi e inopportuni;

e) adozione di criteri sessisti in qualunque tipo di relazione interpersonale;

f) promesse, esplicite o implicite, di agevolazioni e privilegi o avanzamenti di carriera, lavorativa o di studio in cambio di prestazioni sessuali;

g) minacce o ritorsioni in seguito al rifiuto di prestazioni sessuali."

 

2. Che gli Atenei italiani si dotino di regolamenti anti-molestie o codici di comportamento per la prevenzione ed il contrasto di molestie morali o sessuali;
3. Che gli Atenei italiani provvedano ad istituire la figura della Consigliera di Fiducia al fine di garantire alle persone che studiano e lavorano all'interno dell'Ateneo il diritto alla tutela da qualsiasi atto o tipo di comportamento discriminatorio, soprattutto per quanto riguarda le molestie di tipo sessuale o morale. La Consigliera di Fiducia deve avere il compito di fornire consulenza e assistenza, anche in ambito legale, a chi denuncia di essere vittima di molestia sessuale o morale, potendosi avvalere di consulenti interni o esterni all'Ateneo (come avvocati, psicologi e assistenti sociali); la Consigliera di Fiducia deve essere designata non oltre tre mesi la data del rinnovo del Comitato Unico di Garanzia, possedere esperienza umana e professionale adatta a svolgere il compito previsto e occuparsi di sensibilizzare l'Ateneo sul tema di molestie e discriminazioni. Si precisa, inoltre, che la Consigliera avrà anche il compito di mantenere, curare e incrementare i rapporti con sportelli e realtà di aiuto (citati al punto successivo) al fine di poter supportare le persone che hanno subito molestie e discriminazioni;
4. Che si favorisca la creazione di sportelli antiviolenza e anti-molestie all'interno degli spazi universitari, dove, anche attraverso la collaborazione con associazioni e centri antiviolenza attivi sul territorio, le vittime di violenza, molestie e discriminazioni possano ricevere assistenza e supporto a livello psicologico e legale;
5. Che si favorisca in tutti gli Atenei italiani la programmazione di incontri periodici di sensibilizzazione sul tema delle molestie, della violenza di genere e delle discriminazioni con particolare attenzione al mondo universitario;
6. Che si predisponga un rapporto nazionale annuale riportante l'attività dei vari Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità negli Atenei italiani unitamente ad un report contenente i dati delle segnalazioni ricevute;
7. Che sia realizzato e diffuso periodicamente in tutti gli Atenei italiani un opuscolo informativo volto a sensibilizzare la popolazione universitaria sul tema del contrasto alla violenza di genere, alle molestie e alle discriminazioni, contenente i numeri del fenomeno con un particolare focus sull'università, le iniziative di supporto alle vittime portate avanti in ciascun Ateneo, l'importanza della denuncia di questi episodi e le indicazioni su come agire;



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