Emblema della Repubblica Italiana

Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari

Ministero dell'Università e della Ricerca

2019-2021

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  • Home pageMozioni2019Mozione università europee, linee guida di azione per il ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca

25 marzo 2019

Ministero dell'Istruzione,

dell'Università e della Ricerca

Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari

Roma, 13 marzo 2019

 

Alla cortese attenzione

dell'On. Ministro

prof.  Marco Bussetti

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

 

dell'On. Vice Ministro

dott. Lorenzo Fioramonti

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

 

e p.c.

 

Al Capo Dipartimento

prof. Giuseppe Valditara

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

 

Al Direttore Generale

dott.ssa Maria Letizia Melina

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

 

Al Direttore Generale

dott. Federico Cinquepalmi

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

LORO SEDI

 

OGGETTO: MOZIONE UNIVERSITÀ EUROPEE, LINEE GUIDA DI AZIONE PER IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

Adunanza del 12 e 13 marzo 2019

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

VISTA l'agenda dei leader del Consiglio Europeo di novembre 2017, sul tema Istruzione e Cultura, che incoraggia "la creazione di una rete di università europee di Stati membri diversi, con programmi e piani di studio integrati che consentano agli studenti di studiare all'estero e di frequentare le lezioni in almeno due lingue";

VISTE le conclusioni del Consiglio Europeo del 14 dicembre 2017, nelle quali si incoraggia la creazione, entro il 2024, di una ventina di "Università Europee", consistenti in reti di università dell'Unione Europea che offrano agli studenti la possibilità di studiare in diversi Paesi dell'Unione, al fine di aumentare la competitività internazionale delle università europee;

VISTA la sessione informativa sulle Università Europee organizzata dalla Commissione Europea in data 18 dicembre 2018, nella quale si specifica come l'obiettivo di lungo periodo delle Università Europee sia la creazione di un titolo di studio europeo;

VISTO lo Statement della European Students' Union "on the future of education in Europe and a prospective European Education Area";

VISTA la guida al programma Erasmus + del 24 ottobre 2018, in particolare il progetto "Università europee" all'interno dell'azione "Alleanze per la conoscenza", e il corrigendum del 15 gennaio 2019;

VISTA la risoluzione della European Students' Union "A critical analysis of the European Commission's call for the European Universities Alliances";

CONSIDERATO che la definizione di un numero stabilito di Università Europee rilascianti un titolo di studio qualitativamente diverso dai titoli di studio nazionali rischia di dividere il sistema universitario europeo ed italiano in due aggregati la cui offerta formativa e il cui titolo di studio siano strutturalmente diversi, gerarchicamente l'uno subordinato all'altro;

CONSIDERATO che l'obiettivo delle università europee di una mobilità studentesca di almeno il 50% può essere raggiunto sia tramite la mobilità fisica che tramite quelle virtuale o mista;

CONSIDERATO che la Commissione Europea garantisce, per ognuna delle Alleanze di Università Europee vincitrici del bando pubblicato in data 24 ottobre 2018 un importo di 5 milioni di euro per una copertura triennale del progetto, al termine del cui periodo le Alleanze di Università Europee devono essere finanziariamente autosufficienti;

CONSIDERATO che, secondo le stime dell'ESU (prima del corrigendum del 15 gennaio 2019), uno studente in mobilità in un'Alleanza di media grandezza (160.000 studenti per un'Alleanza di sei università) a pieno regime (ossia col 50% di mobilità studentesca) avrebbe ricevuto ottimisticamente un totale di 6 euro all'anno da parte della Commissione Europea;

CONSIDERATO che, con il corrigendum del 15 gennaio 2019, tale contributo annuale salirebbe a poco meno di 21 euro;

CONSIDERATO che la mobilità fisica ha un impatto, di costi e di benefici, superiore alla mobilità virtuale, la quale risulterebbe meno costosa per le economie di scala;

CONSIDERATO che il progetto "Università europee" finanzia solamente periodi di mobilità non superiori ai 3 mesi, lasciando il finanziamento di periodi di mobilità superiore ai "progetti di mobilità dell'istruzione superiore", con il rischio di una concentrazione futura all'interno dell'Alleanza delle borse Erasmus, al fine di finanziare la mobilità fisica;

CONSIDERATO che il bando afferma che nelle Università europee "il corpo studentesco riflette la diversità della popolazione (in termini di aspetti sociali, economici e culturali), tra cui studenti permanenti, part-time e non tradizionali. Sono garantiti l'accesso, la partecipazione e il completamento da parte di gruppi sotto-rappresentati e svantaggiati" ma non richiede l'uguale trattamento del corpo studentesco, in termini di accesso, contribuzione studentesca e diritto allo studio;

CONSIDERATO che il bando della Commissione Europea lascia a ciascuna Alleanza la definizione della propria struttura di governo comune, senza richiedere che in tale struttura vi sia una componente studentesca;

CONSIDERATO che organizzazioni private attive nel mondo del lavoro possono partecipare alle Alleanze in qualità di partner associati, e che possono contribuire alla sostenibilità dell'Alleanza, e il cui ruolo all'interno del governo dell'Alleanza non è definito.

RITIENE

Fondamentale che il sistema di istruzione superiore italiano ed europeo rimanga unitario nella struttura e nel valore dei titoli di studio rilasciati dagli Istituti d'Istruzione Superiore.

Che la mobilità fisica, unica mobilità realmente adeguata agli obiettivi prefissati dal progetto, debba essere prioritariamente finanziata rispetto a quella virtuale e mista.

Che una forte presenza studentesca , con effettivi poteri, sia necessaria per dare una giusta rappresentanza di tutta la comunità accademica nelle decisioni assunte dalle strutture di governo delle Alleanze.

Che nel governo dell'Alleanza, sia  preponderante il ruolo della comunità accademica delle Università partner e che sia perseguito l'obiettivo generale della formazione degli studenti.

Fondamentale che la mobilità studentesca superiore ai 3 mesi tramite bando Erasmus + rimanga effettivamente aperta e accessibile a tutte le Università dell'Unione Europea e dei Paesi partner del progetto Erasmus +.

CHIEDE

Che il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca porti all'attenzione del Consiglio "Istruzione, Gioventù, Cultura e Sport" dell'Unione Europea la necessità di mantenere il sistema dell'Istruzione Superiore dell'Unione Europea, nelle sue diversità e nella distinzione fra Università e Istituti Tecnici Superiori, coerente con il principio di parità dei titoli di studio rilasciati dagli Istituti d'Istruzione Superiore all'interno dello Spazio Europeo di Istruzione Superiore;

Che il Ministero promuova una discussione in Consiglio sul se e come il progetto delle Università Europee possa essere compatibile col suddetto principio.

Che, il Ministero promuova una discussione sull'opportunità di rendere annuale il bando di finanziamento per nuove Università Europee, anche oltre il 2024, con l'obiettivo di lungo periodo di rendere tutte le università dell'Unione Europea partner di un'Alleanza.

Che il Ministero promuova una discussione in Consiglio sulla compatibilità effettiva della mobilità studentesca tramite il bando Erasmus + con il progetto di Università Europee, al fine di evitare una concentrazione effettiva delle risorse per la mobilità studentesca solo all'interno del circuito di ciascuna Alleanza.

Che il Ministero istituisca una cabina di regia a sostegno delle università italiane che hanno partecipato o parteciperanno al progetto delle Università Europee e che abbiano intenzione di continuare la collaborazione con gli altri partner indipendentemente dalla loro selezione in quanto vincitori del bando.

Che il Ministero istituisca un fondo di sostegno alla mobilità fisica degli studenti iscritti alle Università italiane partner di un'Alleanza, al fine di raggiungere il minimo del 50% del corpo studentesco di tali università italiane in mobilità fisica.

Che tali finanziamenti siano aggiuntivi rispetto alle altre fonti di finanziamento del sistema universitario.

Che ad un incremento di entità di tale fondo corrisponda un incremento di pari percentuale dei fondi per la restante mobilità internazionale universitaria.

Che il Ministero intervenga al fine di assicurare che nelle Università Europee di cui fanno parte università italiane sia presente, all'interno delle strutture di governo dell'Alleanza, la rappresentanza studentesca, avendo come minimo di riferimento, per la composizione e i poteri della rappresentanza studentesca, il principio dell'Università più favorita.

Che il Ministero promuova presso le università italiane partner di Alleanze di Università Europee una convergenza, in termini di accesso, contribuzione studentesca e diritto allo studio, verso lo standard dell'Università che, per ciascuno dei suddetti ambiti, si presenta come più favorevole per gli studenti, compatibilmente con la normativa nazionale vigente.

Che il Ministero promuova presso il Consiglio una discussione al fine di stabilire il principio dell'Università più favorita (in termini di rappresentanza studentesca, accesso, contribuzione studentesca e diritto allo studio) come obiettivo di convergenza minima delle università partner all'interno di ciascuna Alleanza, avendo come obiettivo di lungo periodo equivalenti condizioni, nei suddetti ambiti, per tutti gli studenti di ciascuna Alleanza.

Che il Ministero intervenga affinché nelle Università Europee aventi come partner università italiane i partner associati e le entità affiliate, qualora rappresentate all'interno delle strutture di governo dell'Alleanza, non dispongano di diritto di voto.

La Presidente
Anna Azzalin



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