Emblema della Repubblica Italiana

Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari

Ministero dell'Università e della Ricerca

2016-2019

Indice della pagina


  • Home pageMozioni2015Mozione per il monitoraggio della contribuzione studentesca nelle università anche in conseguenza alle modifiche dell’indicatore ISEE

20 novembre 2015

Roma, 20 Novembre 2015

 

Alla cortese attenzione

dell'On. Ministro

prof.ssa Stefania Giannini

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

e p.c.

Al Capo Dipartimento

Prof. Marco Mancini

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

Dott. Michele Moretta

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

Presidente della CRUI
Prof. Gaetano Manfredi
Conferenza dei Rettori delle Università Italiane

LORO SEDI

Oggetto: Mozione per il monitoraggio della contribuzione studentesca nelle università anche in conseguenza alle modifiche dell'indicatore ISEE

Adunanza n.17 del 19 e 20 Novembre 2015

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

ADOTTA ALL'UNANIMITA' LA SEGUENTE MOZIONE

VISTO il DPR. n° 306 del 25 luglio 1997, "Regolamento recante disciplina in materia di contributi universitari", che all'articolo 5 comma 1 stabilisce che "la contribuzione studentesca non può eccedere il 20 per cento del finanziamento ordinario annuale dello Stato".

VISTA la legge n.135 del 7 agosto 2012, che all'articolo 7 comma 42 recita: "All'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 1997, n. 306, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: «1-bis. Ai fini del raggiungimento del limite di cui al comma 1, non vengono computati gli importi della contribuzione studentesca disposti, ai sensi del presente comma e del comma 1-ter, per gli studenti iscritti oltre la durata normale dei rispettivi corsi di studio di primo e secondo livello. I relativi incrementi possono essere disposti dalle università entro i limiti massimi e secondo i criteri individuati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da adottare entro il 31 marzo di ogni anno, sulla base dei principi di equità, progressività e redistribuzione e tenendo conto degli anni di ritardo rispetto alla durata normale dei rispettivi corsi di studio, del reddito familiare ISEE, del numero degli studenti appartenenti al nucleo familiare iscritti all'università e della specifica condizione degli studenti lavoratori."»

 

VISTA l'adozione da parte delle università del bilancio unico e del bilancio consolidato così come stabilito dal D.Leg n° 18 del 27 gennaio 2012 "Introduzione di un sistema di contabilità economico-patrimoniale e analitica, del bilancio unico e del bilancio consolidato nelle università, a norma dell'articolo 5, comma 1, lettera b), e 4, lettera a), della legge 30 dicembre 2010, n. 240." e i successivi decreti attuativi.

 

VISTA la realizzazione del sito "ba.miur.it" che raccoglie e rende pubblici i bilanci degli atenei italiani e rende disponibile una verifica pubblica di alcuni indicatori economico-patrimoniali come IP, IDEB, ISEF e AF/FFO usati per monitorare i bilanci degli atenei stessi sia nel rispetto della loro autonomia sia nei vincoli della normativa esistente.


VISTO il DPCM n. 159 del 5 dicembre 2013 "Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)".

 

CONSIDERATO che la distribuzione dei valori ISEE subirà una significativa variazione rispetto al passato, con tendenza ad un innalzamento generale, come evidenziato dal rapporto "Tre mesi del nuovo ISEE - Prime evidenze" - Quaderni della Ricerca Sociale 33, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - 27 maggio 2015, secondo cui Il nuovo ISEE è mediamente superiore al vecchio del 10% e il 51,4% delle famiglie avrà un indicatore più alto rispetto allo scorso anno.

 

CONSIDERATO che lo stesso rapporto del Ministero del Lavoro attesta come l'effetto più rilevante della nuova normativa sia un peso "effettivo" del patrimonio nella costruzione dell'ISEE pari a un incremento di circa il 50%, passando da meno di un settimo (13,6%) a più di un quinto (20,5%), e che dunque ad un generale aumento del valore ISEE non corrisponde un generale aumento della ricchezza effettiva delle famiglie.

 

CONSIDERATO lo studio realizzato dall'IRPET Toscana "gli effetti della riforma dell'ISEE sulle borse per il Diritto allo Studio Universitario in Toscana", che si attesta come la simulazione più accurata ad oggi presente sul tema e che, già da maggio, prevedeva che l'innalzamento del valore ISEE avrebbe riguardato una percentuale significativa di studenti.


CONSIDERATO il riconoscimento da parte del MIUR del problema riguardo la modifica del calcolo dell'ISEE che ha creato una diminuzione degli idonei al sistema del DSU e l'istituzione del tavolo di lavoro per affrontare tale emergenza tra MIUR, CNSU, ANDISU e rappresentanti delle Regioni.


CONSIDERATO il rapporto "Education at a Glance 2013" dell'OCSE, che vede l'Italia come il terzo Paese in Europa per contribuzione studentesca, preceduto solamente da Regno Unito e Paesi Bassi, per una tassazione media di 1220€.

 

CONSIDERATO che la tassazione media, da fonti ministeriali, è aumentata del 51% negli ultimi 10 anni.

 

RITENUTO che molti studenti si troveranno a versare contributi maggiori perché, nonostante non abbiano visto mutare la loro condizione economica, in assenza di una relativa modifica degli algoritmi di calcolo delle tasse, il nuovo ISEE li farà rientrare nella fasce contributive superiori.

 

RICHIAMATA la "mozione riguardo la tassazione studentesca" approvata dal CNSU nella seduta n° 12 del 4 e 5 marzo 2015, che ad oggi non ha ricevuto risposta.

 

 

CHIEDE

 

 

Che il MIUR solleciti gli atenei ad adottare misure volte a scongiurare l'aumento della contribuzione agli studenti per le considerazioni sopra riportate, già a partire dai contributi relativi all'anno accademico in corso. Tali misure possono essere ad esempio correzioni all'interno degli algoritmi per il calcolo delle tasse o procedure di restituzione nell'anno successivo degli introiti extra incassati l'anno in corso.

 

Che il MIUR, tramite i dati in proprio possesso derivati dalla contabilizzazione del bilancio unico di ateneo, metta in essere una verifica sul rispetto del DPR. n° 306 del 25 luglio 1997, e successive modificazioni, da parte degli atenei riguardo il tetto massimo di contribuzione studentesca e che il dato contribuzione/FFO sia reso pubblico così come accade per gli altri indicatori sopra citati nel sito internet "ba.miur.it".

 

Che il tavolo istituito il 16/10/2015 presso il MIUR, riunitosi ad oggi solo una volta, risolta il prima possibile l'emergenza collegata al DSU, possa trasformarsi nel tavolo di confronto che, allargato ad una rappresentanza della CRUI, affronti questo ulteriore problema raccogliendo e analizzando i dati della distribuzione ISEE degli studenti, anche rispetto lo storico, al fine di individuare linee di intervento comuni sia per tutti gli atenei che per tutte le regioni.

 

 

 

 

Il Presidente

Andrea Fiorini



Versione pdf del documento