Emblema della Repubblica Italiana

Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari

Ministero dell'Università e della Ricerca

2019-2022

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3 dicembre 2021

 

Roma, 3 Dicembre 2021

Alla cortese attenzione

della Ministra Dell'Università e della Ricerca

Prof.ssa Cristina Messa

 

del Segretario Generale del Mur

Dott.ssa Maria Letizia Melina

 

del Ministro dell'Istruzione

Prof. Patrizio Bianchi

 

e.p.c.

 

Alla VII commissione

per tramite della presidentessa on. Vittoria Casa

Camera dei Deputati

 

Alla  VII commissione

per tramite del presidente on. Riccardo Nencini

Senato della Repubblica

 

Al Consiglio Universitario Nazionale

per tramite del presidente Prof. Antonio Vicino

LORO SEDI

Adunanza del 2 e 3 dicembre 2021

OGGETTO: Interrogazione e raccomandazione sull'abilitazione all'insegnamento nelle scuole

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

VISTO il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59 recante «Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione»;

VISTO il "Decreto 24 CFU" disposto in data 10 agosto 2017 dal Ministero per l'Istruzione, l'Università e la ricerca che ha introdotto l'obbligo di acquisizione di 24 crediti formativi nei settori antropo-psico-pedagogici e nelle metodologie didattiche necessari per abilitarsi all'insegnamento, requisito ad oggi indispensabile sia per l'inserimento nelle graduatorie provinciali che per la partecipazione ai concorsi scuola;

VISTO l'art.1, comma 792, lettera d), numero 5 della legge 145/2018, che prevede che ogni candidato ai concorsi a cattedra della scuola secondaria possa presentare domanda di partecipazione "per una sola classe di concorso, distintamente per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, nonché per il sostegno";

VISTO il PNRR che alla voce "miglioramento dei processi di reclutamento e di formazione degli insegnanti" sottolinea l'importanza di un "anno di formazione e prova, mediante una più efficace integrazione tra la formazione disciplinare e laboratoriale con l'esperienza professionale nelle istituzioni scolastiche" ribadendo la necessità di rafforzare l'anno di "formazione e prova", secondo modalità innovative, e di semplificare l'accesso al ruolo dei professori;

VISTO il decreto legislativo 20 aprile 2020, n. 101, recante «Disposizioni concernenti i concorsi ordinari per titoli ed esami per il reclutamento di personale docente per la scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno»;

VISTO il decreto legislativo 1 aprile 2021, n. 44, recante «Misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da Covid-19, in materia di vaccinazioni anti Sars-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici»;

VISTA la raccomandazione rilasciata dal Consiglio Universitario Nazionale del 18 Novembre 2021, con particolare riferimento alla proposta di collocare la formazione all'insegnamento dopo l'accesso al ruolo;

PRESO ATTO del nuovo dibattito sull'iter da espletare per l'ottenimento dell'abilitazione all'insegnamento nelle scuole di ogni ordine, che sembra tendere verso l'ottenimento di 60 CFU dei quali 24 di tirocinio e i restanti in discipline psico-pedagogiche e didattiche, superare il concorso e poi l'anno di prova;

CONSIDERATA l'intenzione manifestata in più occasioni da parte dei Ministeri competenti a mezzo stampa i quali hanno dichiarato che, entro fine anno verrà riformato il sistema di reclutamento dei docenti nella scuola secondaria secondo le modalità sopradette;

CONSIDERATO l'elevato numero di studenti universitari e di laureati che a partire dal 2017 si sono iscritti ai percorsi per il conseguimento dei 24 CFU;

CONSIDERATO l'elevato numero di docenti precari attualmente attivi nel mondo della scuola, il cui ruolo è essenziale nel garantire lo svolgimento delle attività didattiche;

RICONOSCIUTA l'importanza delle discipline succitate come fonte di formazione per la classe docente e, talvolta, di apprendimento di metodi innovativi di insegnamento;

NOTE però, le modalità con cui nei più disparati luoghi e tra i più disparati enti l'ottenimento dei crediti rappresenti poco più di una certificazione, rilasciante competenze fortemente lontane dagli obiettivi prefissati;

OSSERVA

La necessità di individuare un sistema duraturo e in organico rapporto con le richieste del Paese, rinnovando la formazione insegnanti, semplificando l'accesso, favorendo l'inserimento nel mondo del lavoro e tutelando la qualità della formazione attraverso cospicui investimenti pubblici.

Il bilancio non felice di esperienze pregresse gestite con l'inserimento della formazione all'insegnamento fra la laurea magistrale e la selezione per l'accesso al ruolo.

Per questo motivo, suscita perplessità ogni progetto che preveda l'acquisizione di CFU aggiuntivi rispetto al normale percorso di studio definito dalle classi di laurea, che gravano finanziariamente sulle studentesse e sugli studenti e futuri insegnanti, per la possibile discriminazione che ne deriva dal punto di vista sociale ed economico e per la possibile dilatazione dei tempi per l'accesso al ruolo, nonostante la possibilità di collocarli all'interno percorso di studi. Ad esempio, il solo biennio magistrale è composto da 120 CFU, se si dovessero collocare in parallelo a quest'ultimo, il rischio sarebbe quello dello slittamento della laurea fino ad un anno.

E' necessario sottolineare la  perplessità di quest'organo in merito al Percorso Formativo 24 CFU, ponendosi, conseguentemente, in una posizione fortemente contraria rispetto all'intenzione di innalzamento del totale crediti da acquisire, reputando la misura poco funzionale all'obiettivo individuato.

Pertanto, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari

INTERROGA

Il Ministero dell'Università e della Ricerca, di concerto con il Ministero dell'Istruzione, al fine di conoscere quali misure intenda adottare per regolare il reclutamento degli insegnanti per la scuola secondaria di I e II grado.

E RACCOMANDA

-        di collocare il periodo di formazione per l'abilitazione all'insegnamento dopo il superamento del concorso per l'accesso al ruolo. Il percorso abilitante andrebbe collocato durante l'anno di formazione e prova opportunamente riformato e riorganizzato, al fine di garantire l'acquisizione di contenuti pedagogici e didattici, evitando l'immissione immediata in classe, con un rapporto strutturato tra scuola ed università;

-        che vengano precisate le modalità di tirocinio (es. rapporto tutor, mansioni);

-        che durante l'anno di prova le condizioni contrattuali (normative ed economiche) siano adeguate;

-        che l'organico dei docenti sia non solo sufficiente a garantire la qualità della didattica nei settori psico-pedagogici, ma auspicando un investimento nelle discipline in oggetto, si promuova la ricerca nel settore, di modo da dare un contributo sempre maggiore di innovazione della didattica e del settore dell'apprendimento in generale, dando anche un contributo nella formazione permanente;

-        che sia possibile convalidare gratuitamente i CFU utili al percorso attraverso indicazioni univoche sul tutto territorio nazionale, uniformando il sistema;

-        che le prove del concorso per l'accesso al ruolo siano incentrate esclusivamente sui contenuti disciplinari delle classi di concorso scelte dai futuri docenti;

-        che al concorso per l'accesso al ruolo sia possibile partecipare per più classi di concorso;

-        che siano previsti percorsi specifici per l'accesso al ruolo per i docenti già impegnati con contratti precari e per gli studenti e i laureati che fino all'anno accademico in corso hanno conseguito i 24 CFU o si sono iscritti ai percorsi per conseguirli.

CHIEDE

che venga coinvolto il CNSU sia nella discussione per la modifica dell'accesso all'insegnamento attraverso l'espressione di una propria rappresentanza nei consessi deputati alle proposte di normativa sulla formazione all'insegnamento, che nel monitoraggio del percorso.

 

 

 



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