Emblema della Repubblica Italiana

Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari

Ministero dell'Università e della Ricerca

2019-2022

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  • Home pageDocumenti2021Raccomandazione in merito all’attuazione delle disposizioni dell’art. 60 co.1 del DL del 25 maggio 2021 n. 73 (c.d. Decreto Ristori Bis)

26 luglio 2021

Roma, 24 luglio 2021

 

Alla cortese attenzione dell'On.

Ministra dell'Università e della Ricerca

Prof.ssa Cristina Messa

 

all'attenzione del Segretario Generale

del MUR

Dott.ssa Maria Letizia Melina

 

all'attenzione della direttrice DGFIS

dott.ssa Marcella Gargano

 

E p.c.

 

all'attenzione del Presidente della CRUI

Prof. Ferruccio Resta

 

all'attenzione del Presidente dell'ANDISU

Prof. Luigino Filice

 

LORO SEDI

Oggetto: Raccomandazione in merito all'attuazione delle disposizioni dell'art. 60 co.1 del DL del 25 maggio 2021 n. 73 (c.d. Decreto Ristori Bis)

 

Adunanza del 23-24 luglio 2021

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

 

VISTO l'art. 60 co.1 del DL del 25 maggio 2021 n. 73 che dispone: "In  considerazione  dei   disagi   determinati   dalla   crisi epidemiologica da  COVID-19,  al  fine  di  favorire  l'attività  di orientamento e tutorato a beneficio degli studenti che necessitano di azioni specifiche per promuovere l'accesso ai corsi della formazione superiore, nonché di azioni di recupero e inclusione, anche con riferimento agli studenti con disabilità e  con  disturbi  specifici dell'apprendimento, è istituito,  per  l'anno  2021,  un  fondo  con dotazione pari a 50 milioni di  euro  da  iscrivere  nello  stato  di previsione  del  Ministero dell'università  e  della  ricerca.  Con decreto del Ministro dell'Università e della Ricerca, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuati i  criteri  di  riparto e di utilizzazione delle risorse di cui al presente  comma  tra  le  università,  anche  non statali legalmente riconosciute ammesse al  contributo  di  cui  alla legge 29 luglio 1991, n. 243, e le  istituzioni  di  alta  formazione artistica, musicale e coreutica di cui all'articolo 1 della legge  21 dicembre 1999, n. 508. Ai relativi oneri, pari a 50 milioni di euro per l'anno 2021, si provvede ai sensi dell'articolo 77";

 

VISTA la mozione del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari del 18 dicembre 2019 con oggetto: "Riconoscimento di status di studente lavoratore", nei punti 3 e 4;

 

VISTA la mozione del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari del 25 giugno 2021 con oggetto: "Introduzione Fondo per il Supporto Psicologico e Osservatorio Nazionale";

 

VISTO il parere del CNSU del 26 febbraio 2021 riguardante il Decreto sulle linee generali d'indirizzo della programmazione delle università 2019-2021 e indicatori per la valutazione periodica dei risultati;

 

CONSIDERATA l'attenzione dedicata, nelle precedenti sedute, dal Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari alla tutela delle fasce più deboli;

 

ESPRIME LA SEGUENTE RACCOMANDAZIONE

 

Con riferimento alla voce normativa in oggetto si osserva, in prima istanza, l'aspetto positivo dell'investimento, atteso e auspicato a più livelli da parte delle rappresentanze studentesche e dallo stesso Consiglio a vantaggio di studenti e studentesse in situazione di vulnerabilità. L'anno di pandemia ha infatti determinato l'emergere e il rafforzarsi di vulnerabilità nuove e vecchie, che possono essere affrontate esclusivamente tramite investimenti nel comparto della formazione e in particolare nell'ambito del diritto allo studio e dell'accessibilità all'alta formazione. il fondo stanziato all'interno del Decreto Sostegni rappresenta un passo decisamente positivo in questa direzione, insieme agli investimenti operati nell'arco dell'anno 2020. È necessario però riconoscere che lo squilibrio tra bisogno e offerta di sostegni volti ad assicurare e implementare l'accesso alla formazione universitaria non è solo un effetto della pandemia ma una caratteristica strutturale del nostro sistema di formazione pubblica e pertanto deve essere continuare ad essere gestito e ridotto anche oltre l'emergenza sanitaria. Pertanto, il primo auspicio del Consiglio è che interventi di questa natura vengano incorporati all'interno della prossima Legge di Bilancio, trovando in questo modo una strutturalità nel panorama delle politiche pubbliche di sostegno alla formazione.

 

Con riferimento alla prima voce della norma, che cita l'orientamento in entrata, il Consiglio sottolinea l'importanza di tali attività, sottolineando, tuttavia, come molto spesso nella pratica l'orientamento rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado assuma la connotazione di "reclutamento" da parte dei singoli atenei, il cui obiettivo è, comprensibilmente, quello di aumentare le immatricolazioni per l'anno accademico successivo. In molti casi questa impostazione finisce per mettere al secondo posto il focus sulle aspirazioni e le inclinazioni del futuro studente e per inquinare, in parte, l'equanimità e la veridicità di alcune informazioni trasmesse. Questo è, in parte, frutto dell'approccio eccessivamente concorrenziale del sistema universitario italiano, che collega il finanziamento degli atenei a vari indicatori, tra cui alcuni calibrati sul numero di iscrizioni; a tal proposito si veda il parere del CNSU sul Decreto sulle linee generali d'indirizzo della programmazione delle università 2019-2021 e indicatori per la valutazione periodica dei risultati ( /argomenti/documentazione/mozioni/2021/mo_2021_06_25_005.aspx)  del 26 febbraio del 2021. L'orientamento universitario dovrebbe, per assolvere alle sue funzioni di lotta all'abbandono formativo e di supporto all'accesso universitario, essere collegato ad una programmazione che accompagni gli atenei all'attuazione di policies pratiche e attività di orientamento comuni, coinvolgendo il Ministero, la CRUI e gli organi di rappresentanza delle componenti studentesche e dei docenti.

 

Per quanto riguarda invece le attività di orientamento al mondo del lavoro (job placement), si avverte ad oggi la necessità di un assestamento e riordino degli strumenti attualmente utilizzati per assolvere a questo compito. Sotto il profilo più strettamente attinente all'orientamento è necessario sicuramente integrare l'argomento delle prospettive lavorative alle attività di orientamento in entrata, discorso questo particolarmente utile in tutti quegli ambiti disciplinari che offrono sbocchi nella pubblica amministrazione, per evitare che scelte di curriculum compiute nei primi anni del percorso universitario compromettano la possibilità di rientrare nei requisiti di un determinato concorso. Bisogna rilevare, in questo senso, che troppo spesso il placement universitario è sbilanciato verso carriere in settori aziendali tralasciando completamente le prospettive del lavoro pubblico. Sarebbe utile e auspicabile, in questo senso, l'allestimento di un portale informativo ai concorsi accessibili per ogni classe di laurea e ai requisiti curriculari necessari. Per quanto riguarda lo strumento dei tirocini extracurriculari e stages (principali mezzi di job placement presenti nel nostro sistema formativo), accanto alla necessità di aprire una fase di riforma in senso di equità della retribuzione e delle condizioni lavorative dei neo-laureati inseriti nel tessuto ambientale tramite questi percorsi, tema che non è direttamente oggetto della norma in esame, il Consiglio annovera, tra le principali criticità, l'assenza di modelli di intermediazione efficaci tra domanda e offerta da parte degli atenei.  Conseguenza di ciò è la disparità di chance tra i neolaureati nell'accesso a posizioni di tirocinio e stage di qualità, dal momento che, in assenza di intermediazione, questo avviene quasi esclusivamente sulla base di reti di contatti personali o familiari, soprattutto nell'ambito delle libere professioni (che è comunque un ambito estremamente esteso). Per questo motivo, l'attività di intermediazione da parte degli atenei in accordo con le Regioni diventa un punto cruciale nella garanzia di parità di condizioni di accesso.

 

Con riferimento al potenziamento delle attività di counseling psicologico, il Consiglio si limita a ribadire quanto già espresso nella mozione del 22 giugno 2021, con oggetto: "Introduzione Fondo per il Supporto Psicologico e Osservatorio Nazionale", in cui si auspicavano investimenti finalizzati alla realizzazione di servizi di sportello che rispondessero ad alcuni requisiti essenziali uguali per ogni ateneo (livelli minimi di prestazione), di seguito elencati:

-        numero minimo di incontri prestabilito dall'ateneo (vengono consigliati come numero minimo quattro incontri, vista la mozione 1/00472 presentata in Parlamento, riguardante lo stato di Benessere Psicologico);

-        tempi di attesa dalla richiesta inferiori ad un mese;

-        vi sia la possibilità di incontri online, se richiesto dallo studente interessato.

 

Sempre citando la mozione di giugno 2021, riteniamo indispensabile che Ministero dell'Università e della Ricerca di impegni ad istituire un Osservatorio Nazionale sulla Condizione della salute e del benessere psicologico dello studente universitario. Tale Osservatorio dovrà avere un ruolo attivo, che, attraverso la raccolta di dati a livello nazionale, possa contribuire al miglioramento del servizio di supporto psicologico.

 

Con particolare riferimento alla tutela e al supporto degli studenti in situazioni di fragilità (studenti lavoratori, studenti genitori, caregiver, dsa ecc…) il Consiglio segnala come il sostegno debba essere garantito lungo tre principali direttrici di intervento.

 

-        Sotto il profilo della didattica lo svolgimento di una attività lavorativa, così come altri generi di situazioni (studenti genitori, studenti caregiver ecc) costituisce una difficoltà cognitiva indiretta, sotto forma di una minore disponibilità di tempo, energia e concentrazione da dedicare allo studio e alla frequenza delle lezioni. Questo deficit è estremamente variabile in base alla quantità di ore lavorative e alla loro distribuzione nella settimana. Una tutela efficace basata sulla flessibilità dell'organizzazione della didattica (possibile grazie alla avvalersi di una serie di strumenti integrativi tra cui la Didattica a distanza, il tutorato, la riorganizzazione degli orari settimanali) può essere garantita tramite l'adozione, da parte degli atenei, di un modello organizzativo che in più fasi sia in grado di raccogliere i fabbisogni formativi della popolazione studentesca in situazione di difficoltà e, in fasi successive programmare ed erogare un servizio di didattica il più possibile calato sulle esigenze individuali e collettive di tali studenti.

 

-        Sul piano contributivo si ritiene necessario un intervento, da parte del Ministero o del legislatore, teso al riconoscimento delle situazioni di disagio in ambito universitario, che fissi dei criteri minimi per delle detrazioni contributive, basate su criteri che guardino alla condizione personale (studente lavoratore, studente genitore, studente caregiver ecc…) sia alla condizione economica (soglia ISEE).

 

-        Sul piano della carriera, è necessario rilanciare lo strumento dell'iscrizione part-time attraverso una sua sostanziale flessibilizzazione, in tal senso, si segnala positivamente il modello di iscrizione part time in vigore nell'Università degli Studi di Firenze.

 

Il Presidente

Luigi Leone Chiapparino



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