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  • Home pageDocumenti2017Documento sulla riforma dell’ordinamento didattico del corso di laurea in giurisprudenza (LMG/01)

16 marzo 2017

Adunanza n. 5 del 9 e 10 marzo 2017

 

OGGETTO: DOCUMENTO SULLA RIFORMA DELL'ORDINAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN GIURISPRUDENZA (LMG/01)

 

PREMESSA

Il Decreto Ministeriale attualmente vigente del 25 novembre 2005, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 dicembre 2005,  n. 293, "Definizione della classe del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza" istituisce i requisiti minimi della classe di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza: un primo requisito si individua nei nove articoli che riportano le norme generali e minime atte a garantire l'uniformità organizzativa e istitutiva del corso in oggetto; un secondo requisito, invece, è esposto in forma tabellare e fornisce la denominazione formale della classe di laurea e gli "Obiettivi Formativi Qualificanti" a loro volta ripartiti nelle competenze da acquisire per i laureati, nelle figure professionali con cui questi si possono identificare e negli obblighi didattici cui i curricula dei corsi devono adempiere; infine, un terzo requisito si rinviene nella forma tabellare che elenca le "Attività Formative Indispensabili" attraverso una tassativa ripartizione dei crediti nei vari settori scientifico disciplinari.

Nel corso dell'ultimo biennio si sono susseguite tre proposte rispettivamente della Conferenza delle associazioni scientifiche di area giuridica (CASAG), della Conferenza dei Presidi di Scuola e dei Direttori di Dipartimento di Giurisprudenza, del Coordinamento dei Civilisti e della Società per la Ricerca nel Diritto Comparato (SIRD).

Ciascuna proposta presenta una nuova formulazione degli Obiettivi Formativi Qualificanti e allega una bozza di modifica delle Attività Formative Indispensabili, lasciando intravedere differenze e convergenze tra le stesse.

Ci sono alcuni elementi di novità pressoché comuni tra le formulazioni presentate:

❖      è evidente l'obiettivo di abbassare i crediti minimi vincolati delle Attività Formative Indispensabili in favore di crediti lasciati all'autonomia delle Università; attualmente sono 216 crediti sui 300 necessari per conseguire il titolo di laurea;

❖     in tutte e tre le formulazioni proposte risulta, in un modo o nell'altro, notevolmente attenuata la dicitura attuale che prescrive l'approfondimento di conoscenze storiche e filosofiche del diritto come competenze specifiche dei laureati, seppur confermando la necessità di acquisire le nozioni sufficienti per comprendere l'evoluzione del diritto e saperlo contestualizzare;

❖      vi è la consapevolezza che i laureati debbano saper assumere importanti nozioni in lingua straniera, oltre alla lingua italiana, unite alla capacità di saperle declinare nel linguaggio tecnico giuridico.

 

PROPOSTA

Partendo da ciò che è condiviso delle proposte fino ad ora circolate su un possibile riordino del corso di studi LMG/01, il Consiglio Nazionale Studenti Universitari ha elaborato una proposta di riforma in grado di tenere conto dell'evoluzione che, negli anni, ha attraversato il mondo giuridico. I principi ispiratori da cui parte la nostra elaborazione sono i seguenti:

❖      aumento delle attività che non siano svolte solo attraverso didattica frontale, e che permettano allo studente di avere un approccio più "pratico" che agevoli poi il passaggio alla fase di praticantato e di accesso al mondo del lavoro; un approccio teorico integrato da tecniche e metodologie casistiche come corsi seminariali, analisi giurisprudenziale e cliniche legali rendono, infatti, la conoscenza dello studente più consapevole, critica e completa;

❖      diminuzione dei crediti formativi universitari (CFU) previsti per attività formative di base e caratterizzanti, e conseguente aumento dei crediti lasciati alla discrezione dell'ateneo e dello studente, al fine di permettere ai singoli di poter determinare parte del proprio percorso potendo così acquisire maggiori competenze in uno degli ambiti che si preferisce, favorendo la possibilità degli studenti di intraprendere anche percorsi di tipo interdisciplinare;

❖      assegnazioni di crediti formativi universitari (CFU) per l'elaborato finale, che notoriamente rappresenta uno dei momenti più importanti della carriera accademica sia da un punto di vista di tempo che di lavoro impiegato per presentare la propria tesi su uno specifico argomento;

❖      diminuzione dei crediti formativi universitari (CFU) previsti tra le attività formative indispensabili per l'ambito disciplinare storico-filosofico, che dovrebbe ricomprendere al proprio interno IUS/18, IUS/19 e IUS/20;

❖      introduzione nell'offerta formativa di insegnamenti attinti da diversi ambiti di conoscenza, aderenti a settori disciplinari come quello medico, sociologico, politologico, economico, della politica del diritto, della legislazione antimafia, volti a fornire agli studenti competenze multidisciplinari indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi formativi qualificanti;

❖      introduzione di crediti formativi universitari (CFU) per l'ambito disciplinare linguistico e, nello specifico, L-LIN/12 lingua e traduzione lingua inglese, poiché si ritiene indispensabile al giorno d'oggi garantire un livello minimo di conoscenza della lingua e della terminologia inglese applicata alla giurisprudenza;

❖      aumento dei crediti formativi universitari (CFU) previsti negli ambiti disciplinari comparatistico e internazionale, poiché si ritiene indispensabile in una fase storica in cui va sempre più aumentando la dimensione europea e internazionale dare maggiori strumenti agli studenti anche in questi ambiti;

❖      previsione di curricula specifici, che permettano agli studenti di dare un "indirizzo" al proprio percorso attraverso i crediti a propria disposizione;

❖      potenziamento dell'orientamento in entrata ed in uscita dal corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, per consentire agli studenti di acquisire informazioni e strumenti utili ad una scelta consapevole del proprio percorso.

 

TABELLA ATTIVITÀ FORMATIVE INDISPENSABILI

Riportiamo di seguito la tabella che questo Consiglio propone per il riordino dell'ordinamento didattico del corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza:

ATTIVITÀ FORMATIVE INDISPENSABILI

 

Attività formative

Ambiti disciplinari

Settori scientifico-disciplinari

CFU

 

A) di base

storico-filosofico

IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

30 (*)

60

 

IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

 

IUS/20 Filosofia del diritto

 

privatistico

IUS/01 Diritto privato

15

 

pubblicistico

IUS/08 Diritto costituzionale
IUS/09 Istituzione di diritto pubblico

IUS/11 Diritto ecclesiastico e diritto canonico

15 (**)

 

 

 

B) caratterizzanti

comparatistico

IUS/02 Diritto privato comparato

12 (***)

146

 

IUS/21 Diritto pubblico comparato

 

internazionale

IUS/14 Diritto dell'Unione Europea

18

 

IUS/13 Diritto Internazionale

 

processualcivilistico

IUS/15 Diritto processuale civile

14

 

processualpenalistico

IUS/16 Diritto processuale penale

14

 

civilistico

IUS/01 Diritto privato

10

 

penalistico

IUS/17 Diritto penale

15

 

commercialistico

IUS/04 Diritto commerciale

15

 

economico e pubblicistico

IUS/12 Diritto tributario

15
(****)

 

SECS/P/01 Economia politica

SECS/P/03 Scienze delle finanze

 

amministrativistico

IUS/10 Diritto amministrativo

15

 

laburistico

IUS/07 Diritto del lavoro

12

 

linguistico

L-LIN/12 Lingua e traduzione lingua inglese

6

 

 

 

 

Totale

206

 

C) esami a discrezione dell'Ateneo

 

 

 

32

 

D) esami a scelta dello studente

 

 

 

36 (*****)

 

E) altre attività formative

 

 

 

6

 

F) tesi finale

 

 

 

20

 

 

 

Totale

300

 

(*) di cui almeno 9 CFU da conseguire nello IUS/20;

(**) di cui almeno 10 CFU da conseguire nello IUS/08;

(***) da acquisire in uno solo dei due SSD indicati: IUS/02 e IUS/21 alternativi l'uno all'altro;

(****) di cui almeno 6 CFU da conseguire nello IUS/12;

(*****) da acquisire in massimo 5 esami.

 

OBIETTIVI FORMATIVI

I laureati del corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza devono essere dotati di un livello di autonomia decisionale e operativa derivante da un percorso formativo che abbia ad oggetto la cultura giuridica nei suoi diversi profili e applicazioni. Oltre ad indirizzarsi alle professioni legali e alla magistratura, i laureati devono essere capaci di svolgere attività ed essere impiegati, con riferimento a funzioni caratterizzate da elevata responsabilità, nei vari campi di attività sociale, socio-economica e politica ovvero nelle istituzioni e nelle organizzazioni intergovernative e/o non governative, anche europee e internazionali, nelle pubbliche amministrazioni, nelle imprese private, negli istituti scolastici e di formazione, nelle organizzazioni sociali, nelle organizzazioni europee e sovranazionali, oltre che nei contesti istituzionali in cui le capacità interdisciplinari di analisi, di valutazione e di decisione del giurista si rivelano feconde anche al di fuori delle conoscenze contenutistiche settoriali. È necessario inoltre ripensare la didattica stessa in modo che non venga più erogata in maniera unicamente frontale, ma preveda momenti più "pratici" che consentano allo studente stesso di misurarsi nella pratica con quanto studiato a livello teorico. Inoltre dovrà essere agevolata e facilitata in ogni modo la possibilità per studenti di anticipare un semestre della pratica forense, così come previsto dalla legge 247/2012 e successivi decreti attuativi.

A tali fini i laureati dovranno aver acquisito:

❖     le conoscenze di base storico-filosofiche funzionali alla comprensione in senso diacronico della complessità dei fenomeni giuridici attraverso l'apprendimento della disciplina degli istituti e dei processi storici che dal diritto romano hanno condotto alla formazione del diritto vigente e della cultura giuridica europea, nonché l'acquisizione delle tecniche logico-argomentative sottese al ragionamento giuridico;

❖      le conoscenze di base relative allo studio dei profili privatistici del diritto. Dovranno essere oggetto di studio il sistema del diritto privato, nei suoi diversi profili inclusi i rapporti non patrimoniali;

❖      le conoscenze di base relative allo studio dei profili pubblicistici e l'organizzazione fondamentale dell'ordinamento giuridico quale risulta dalla Carta Costituzionale, con riguardo alle rispettive fonti di produzione normativa, nazionali europee e internazionali;

❖      le conoscenze relative all'ambito comparatistico, in modo da consentire la piena conoscenza delle convergenze e divergenze tra il sistema normativo italiano e quello degli altri Paesi;

❖      le conoscenze relative all'ambito internazionalistico, in modo da consentire la conoscenza della normativa internazionale, transnazionale e comunitaria;

❖      le conoscenze relative allo studio del diritto dell'impresa, della concorrenza, delle società e del lavoro, nelle sue diverse articolazioni. A ciò, potranno aggiungersi le conoscenze di culture di contesto, quali quelle relative all'economia aziendale, anche con riferimento alle nozioni di contabilità e bilancio e alle tematiche legate ai trasporti;

❖      le conoscenze relative alle discipline giuridiche dei rapporti economici e dei mercati e al regime dell'imposizione tributaria. A ciò, in un'ottica interdisciplinare, potranno aggiungersi le conoscenze relative ai fenomeni economici a livello microeconomico e macroeconomico, nonché lo studio delle politiche monetarie e di bilancio;

❖      le conoscenze relative all'organizzazione delle pubbliche amministrazioni e all'attività amministrativa pubblica, con particolare attenzione ai vincoli imposti ai diritti nazionali dallo sviluppo del diritto europeo e di quello internazionale;

❖      le conoscenze delle materie internazionalistiche, dell'Unione Europea e di quelle comparatistiche: i caratteri strutturali dell'ordinamento internazionale, le organizzazioni internazionali; gli aspetti giuridici del processo di integrazione europea, con riferimento alle competenze degli organi comunitari e ai rapporti con gli Stati membri, nonché al mercato interno;

❖      le conoscenze delle discipline processualistiche e in particolare gli studi relativi alle dottrine generali del processo, nonché da un lato del fenomeno processuale nell'ambito civilistico e in quello penalistico, dall'altro, delle forme alternative di risoluzione delle controversie;

❖      la conoscenza, in forma scritta ed orale, del linguaggio giuridico di almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano, per un numero di CFU compatibile con la previgente classe di laurea magistrale;

❖      le conoscenze su materie autonomamente scelte dallo studente che siano coerenti con il percorso formativo per un numero di CFU che consentano allo studente stesso di scegliere un curriculum in cui specializzarsi;

❖      le conoscenze su materie affini e integrative per un numero di CFU compatibile con la previgente classe di laurea magistrale;

❖      l'esperienza derivante dai tirocini formativi presso enti o istituti di ricerca, altri soggetti pubblici o privati, soggiorni di studio presso altre università italiane, europee o internazionali e di analoghi tirocini anche nell'ambito di apposite convenzioni o accordi stipulati dagli organi competenti di ateneo, per un numero di CFU compatibile con la previgente classe di laurea magistrale oltre che strumenti, quali cliniche legali, che consentano agli studenti di vedere applicato in ambito pratico quanto affrontato già in ambito teorico;

❖      un numero di CFU per lo svolgimento di una prova finale consistente nella produzione di un elaborato nel quale sono riportati i risultati di un'autonoma ricerca scientifica.

 

 

Il Presidente

Anna Azzalin



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